Egitto: 105 jihadisti uccisi dal lancio dell’operazione Sinai 2018

Pubblicato il 10 marzo 2018 alle 11:32 in Africa Egitto

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Il portavoce delle Armed Forces egiziane, Tamer El-Refaie, ha affermato che l’esercito egiziano impegnato nell’Operazione Sinai 2018 sta adempiendo ai suoi doveri di buona lena, e ha aggiunto che, dal lancio dell’operazione antiterroristica ad oggi, sono stati uccisi 105 jihadisti.

Giovedì 8 marzo, durante una conferenza stampa, El-Refaie ha inoltre affermato che l’operazione Sinai 2018 – iniziata il 9 febbraio scorso e operante via terra, via mare e via cielo, con l’ausilio di guardie di frontiera e delle forze di polizia nazionali – non prevede alcun limite temporale, e si concluderà solo quando gli obiettivi saranno raggiunti. Il portavoce ha aggiunto che 16 membri dell’esercito sono stati uccisi, e 19 altri sono stati feriti nel corso delle operazioni militari. L’esercito ha individuato e distrutto 5 tunnel, 2 centri di comunicazione e diffusione di notizie e messaggi, 41 veicoli 4×4, 387 motociclette, 471 ordigni esplosivi improvvisati (IED), enormi quantità di TNT e altri esplosivi al plastico. El-Refaie ha altresì reso noto che 461 persone sono state arrestate mentre tentavano di fuggire oltre il confine clandestinamente. Altre 2.829 persone sono invece state arrestate in quanto ricercate per motivi criminali o sospettate di fornire assistenza logistica ai terroristi. Un cospicuo numero di individui arrestati sono in seguito stati rilasciati dopo aver dimostrato la loro innocenza, in base alle parole del portavoce egiziano. L’esercito ha neutralizzato 1.907 bersagli utilizzati dai terroristi come rifugi, come pure magazzini contenenti armi, munizioni, kit medici e di ponto soccorso, mine e altri materiali usati per costruire ordigni esplosivi improvvisati.

El-Refaie ha inoltre fatto sapere che è stata intrapresa ogni misura necessaria allo scopo di prevenire qualsiasi tentativo di irrompere nel Paese per mare o via terra. Secondo le sue parole, le forze navali governative stanno altresì imponendo il controllo marittimo a largo del Mediterraneo e del Mar Rosso per prevenire ogni possibile infiltrazione di cellule terroristiche o aiuti logistici lungo la costa. Il portavoce militare ha voluto poi ribadire che l’Egitto nutre un profondo rispetto dell’Egitto per la sovranità di ogni Paese e popolo con esso confinante, pertantosi sta coordinando nel dettaglio con i Paesi limitrofi per mettere in sicurezza i confini condivisi e scambiarsi informazioni di intelligence circa la presenza e lo spostamento di eventuali cellule terroristiche. El-Refaie ha sottolineato che il suo Paese si impegna a pieno ad operare conformemente al rispetto dei diritti umani, e fornisce la più completa protezione ai civili che si trovano nelle aree dove l’operazione bellica è in corso, così come altrove. Egli ha aggiunto che l’esercito sta adempiendo ai suoi doveri in cooperazione con il ministero degli Approvvigionamenti, al fine di fornire generi alimentari di prima necessità e altri rifornimenti ai residenti del Sinai che dimorano nelle aree interessate dall’offensiva. In merito alle guardie di frontiera, esse operano di concerto con le forze armate per sorvegliare i confini e per mettere in sicurezza il Canale di Suez e i passaggi via mare e per appurare che la navigazione resti sicura.

L’operazione Sinai 2018, stando alle parole divulgate dalle Armed Forces egiziane, è stata avviata al fine di “implementare il piano di confronto a terroristi, elementi e organizzazioni criminali nel Sinai del Nord e Centrale, in altre aree del Delta del Nilo così come nelle zone desertiche a ovest della Valle del Nilo”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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