NATO – Russia: presidente del Comitato Militare vorrebbe rilanciare i rapporti

Pubblicato il 9 marzo 2018 alle 6:01 in NATO Russia

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Il presidente del Comitato Militare della NATO, il generale Petr Pavel dell’esercito della Repubblica Ceca, ha affermato che vorrebbe rilanciare le attività del NATO-Russia Council per cercare di gestire e risolvere le questioni in sospeso tra le due entità. Tuttavia, a suo avviso, la Russia deve dimostrare attraverso le azioni, e non solo a parole, di essere pronta e favorevole a tale sviluppo.

Le dichiarazioni sono state rilasciate a margine di un incontro presso la George Washington University, il 7 marzo, durante il quale il presidente del Comitato Militare ha affermato di ritenere che ci sono ancora possibilità di migliorare le relazioni tra la Russia e l’alleanza atlantica. “Sono sempre un cauto ottimista, ma credo che sia possibile migliorare i rapporti con Mosca, anche se dovrà dimostrare di essere d’accordo”, ha spiegato Pavel. Il generale ha aggiunto che sarà difficile dialogare e trovare accordi sapendo che ci sono territori occupati dai russi in Georgia, che il Cremlino supporta i separatisti ucraini nella regione del Dombass e che la Crimea è stata occupata illegalmente. “Ci sono diverse questioni e atteggiamento che stanno creando tensioni tra di noi, ma dobbiamo sforzarci a trovare più punti in comune e sviluppare un dialogo costruttivo”, ha affermato Pavel. Il miglior punto di partenza per aprire i colloqui, secondo il generale ceco, sarebbe la questione ucraina. “Fino a quando non ci sarà una soluzione in Ucraina, non potremo migliorare le relazioni con la Russia”, ha spiegato.

I rapporti tra Mosca e l’alleanza atlantica sono peggiorati nel febbraio 2014, data dello scoppio del conflitto russo-ucraino, nell’ambito del quale la NATO si è schierata in favore della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina, condannando l’annessione della Crimea da parte della Russia. Il primo aprile 2014, la NATO ha deciso di sospendere ogni cooperazione civile e militare con Mosca, lasciando aperti solo alcuni canali di comunicazione politici e militari. Dal momento che l’alleanza atlantica si basa su un principio fondamentale contenuto nell’articolo 5 del trattato, secondo cui ogni attacco subito da un paese membro deve essere considerato un attacco contro tutta l’alleanza, la quale ha il dovere di intervenire per rispondere in modo coordinato e unitario, gli eventi del 2014 in Ucraina sono stati percepiti dalla NATO come comportamenti aggressivi e provocatori da parte della Russia, contro un Paese che si trova ai confini dell’area sotto la protezione dell’alleanza, ma che tuttavia non fa parte dell’alleanza. Nel corso del tempo sono nati nuovi motivi di scontro. Uno di questi è il supporto di Mosca ai separatisti ucraini. Dall’inizio della guerra dell’Ucraina orientale nell’aprile 2014, i Paesi occidentali hanno accusato il Cremlino di supportare i separatisti ucraini filo-russi, fornendo loro armi ed equipaggiamento militare, alimentando così gli scontri e l’instabilità della regione. Dall’altra parte, la Russia non ha mai ammesso il proprio coinvolgimento diretto negli scontri, dichiarando che i russi che stanno combattendo con i separatisti sono soltanto dei “volontari”. Un altro motivo di è costituito dal conflitto in Siria. Al suo scoppio, nel marzo 2015, la Russia è schierata, insieme all’Iran e alle milizie sciite libanesi di Hezbollah, a favore del regime di Bassar al-Assad, mentre NATO, USA, Turchia Arabia Saudita e Qatar si sono dichiarate a favore dei ribelli. Questa situazione ha creato uno scontro indiretto tra la Russia e i Paesi dell’alleanza. Dal 2015, Mosca compie bombardamenti in Siria, che hanno causato la morte di numerosi civili e le condanne del blocco occidentale. Infine, un ulteriore motivo di scontro tra i membri della NATO e la Russia è stato determinato, nell’ottobre 2016, dal passaggio nel Mediterraneo della flotta navale russa guidata dalla Kuznecov, unica portaerei di Mosca, diretta verso le coste siriane in supporto ad Assad.

Il NATO-Russia Council (NRC), stabilito il 28 maggio 2002 in occasione di un summit tra Mosca e l’alleanza atlantica tenutosi a Roma, ha sostituito il Permanent Joint Council (PJC), un forum di consultazione e cooperazione fondato nel 1997 che creò le basi delle relazioni tra la Russia e la NATO.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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