Turchia: minacce contro Cipro

Pubblicato il 8 marzo 2018 alle 18:21 in Medio Oriente Turchia

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La Turchia ha reiterato le minacce nei confronti di Cipro, nel quadro della disputa sulla sovranità delle acque del mar Egeo, nel quale dovrebbero essere condotte alcune esplorazioni per la ricerca di gas naturale.

Mercoledì 7 marzo, in occasione di una conferenza stampa congiunta con il primo ministro dell’autoproclamatosi Stato turco cipriota, Tufan Erhurman, il primo ministro turco, Binali Yildirim, ha accusato il governo di Cipro di violare il diritto dei turchi ciprioti sulle risorse dell’isola, in riferimento alle esplorazioni di gas naturale offshore nelle acque che circondano Cipro. In questo contesto, il premier turco ha definito le esplorazioni di gas naturale un tentativo unilaterale dei greci ciprioti di cercare le riserve di gas e ha dichiarato che “le attività provocatorie otterranno la giusta risposta”.

Durante il suo discorso, Yildirim ha altresì dichiarato che “le risorse di idrocarburi intorno all’isola di Cipro sono un bene comune di tutto il popolo che vive sull’isola, sia il Nord sia il Sud. Di conseguenza, le attività unilaterali intorno all’isola non sono mai bene accette da noi né dalla Repubblica turca di Cipro del Nord”. Yildirim ha aggiunto di considerare “ogni lavoro a cui non acconsentono entrambe le parti una minaccia e un tentativo di violare i diritti sovrani di Cipro del Nord”.

Le dichiarazioni del premier turco sono giunte in risposta alla notizia che un’imbarcazione della Exxon Mobil, società petrolifera americana, si stava dirigendo verso il mar Mediterraneo. La compagnia statunitense, insieme a quella francese Total, è una delle aziende cui Cipro ha concesso la licenza per condurre esplorazioni per la ricerca di gas offshore a largo della sua costa meridionale. Le ricerche di ExxonMobil e della partnern Qatar Petroleum sono programmate per il prossimo autunno.

In merito alla questione, il ministro degli Esteri cipriota, Nikos Christodoulides, ha negato la notizia e ha dichiarato che questa “non risponde alla realtà” o è strumentale a qualche obiettivo politico, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli.

L’area marittima in cui si trovano le riserve di gas naturale è fonte di contese territoriali tra Ankara e Nicosia. Cipro è divisa etnicamente in turchi ciprioti e greci ciprioti. Il 20 luglio 1974, la Turchia aveva invaso l’isola dividendola in due aree politiche, la Repubblica, nella quale vivono i greci ciprioti, e Cipro del Nord, abitata dai turchi ciprioti. In questo contesto, Ankara ritiene che i greci ciprioti non possiedano la sovranità sulle aree del mar Egeo, nel quale stanno effettuando le esplorazioni, che, al contrario, sarebbe della Turchia.

Le controversie tra le due parti si sono acuite nell’ultimo mese. In particolare, sabato 10 febbraio, una nave della Marina militare turca aveva bloccato un’imbarcazione della compagnia petrolifera italiana ENI, mentre si dirigeva verso Cipro per avviare attività di ricerca di giacimenti di gas naturale. Il 21 febbraio, la Marina militare turca aveva esteso fino al 10 marzo l’avviso relativo alle sue attività militari (Navtex) al largo di Cipro, nel mar Mediterraneo orientale, che da dieci giorni bloccavano il transito della Saipem 12000, la nave da perforazione di Eni.

Le tensioni tra Turchia e Cipro in merito alla questione della divisione delle acque territoriali sono cresciute in seguito alla scoperta dell’esistenza di giacimenti di gas maturale nel territorio marittimo conteso. Al momento, la Turchia sostiene che entrambi i Paesi possiedano un’area dell’ampiezza di 6 miglia nautiche internazionali, mentre, da parte sua, la Grecia vorrebbe ampliare il territorio sotto il suo controllo fino a 12 miglia nautiche internazionali. 

Il 15 febbraio, Ankara aveva iniziato a costruire una torre di controllo e un molo sull’isola Cavus Adasi, situata nel mar Egeo, a un miglio di distanza dalle isole Kardak, conteste tra la Turchia e la Grecia, allo scopo di prevenire l’immigrazione irregolare e le violazioni territoriali nel territorio marittimo conteso. In merito alla sovranità delle isole Kardak è ancora viva la disputa che, nel 1996, aveva portato la Grecia e la Turchia sull’orlo di una guerra civile. Il 25 dicembre 1995, in seguito al naufragio di una nave turca in prossimità delle isole, Atene aveva affermato che l’incidente si era verificato nelle sue acque territoriali. Ankara aveva immediatamente respinto le affermazioni della Grecia, sostenendo che le isole Kardak sarebbero appartenute alla Turchia.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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