Cina: obiettivo crescita del 6.5% del Pil nel 2018

Pubblicato il 6 marzo 2018 alle 17:19 in Asia Cina

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Il capo del National Development and Reform Commission cinese, He Lifeng, ha approvato l’obiettivo della crescita del 6.5% del Pil del Paese per il 2018, fissato durante la prima sessione del tredicesimo National People’s Congress. Secondo He, tale obiettivo è in linea con il graduale rallentamento dell’economia cinese, dopo 40 anni di crescita del Pil a due cifre attraverso le esportazioni e gli investimenti.

“La Cina è determinata ad aprirsi maggiormente al mondo e ad aumentare i consumi della sua classe media in aumento”, ha, tuttavia, sottolineato He.

Nel 2018 si calcola che i consumi interni al Paese contribuiranno alla crescita del Pil per il 60%, grazie agli ulteriori sviluppi nelle industrie emergenti e nei moderni servizi. Il 30% della crescita del Pil, invece, sarà sostenuta dagli investimenti mentre l’8% circa dal commercio con l’estero, a patto che l’economia mondiale mantenga una crescita stabile. “I cambiamenti di policy delle maggiori economie e le loro ripercussioni creano incertezza. Le politiche protezionistiche stanno aumentando e i rischi geopolitici sono in ascesa”, ha sottolineato il primo ministro, Li Keqiang.

Questo obiettivo si colloca all’interno del progetto, elaborato dal presidente Xi Jinping, di inaugurare una nuova era durante la quale la Cina possa raggiungere una crescita economica di alta qualità, ridurre il livello di inquinamento dell’aria e aumentare il controllo sui rischi finanziari. Pechino si sta concentrando su una crescita più lenta ma più sostenibile, basata principalmente sull’aumento dei consumi interni e sulla chiusura delle industrie inefficienti e inquinanti.

I maggiori economisti hanno predetto un rallentamento della crescita economica cinese per il 2018, a seguito dell’inaspettato solido rendimento economico del 2017 grazie ai settori immobiliare, infrastrutturale e commerciale. Questi tre fattori dovrebbero veder diminuire la propria crescita accanto a misure restrittive sul debito nazionale e ad un calo della produzione di carbone e acciaio.

Accanto a questo obiettivo, è previsto il raggiungimento del tasso di inflazione al 3%, una diminuzione della povertà, un taglio alla sovrapproduzione del carbone dell’acciaio e un freno all’inquinamento.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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