USA: proposta lista nera relativa a sanzioni su Corea del Nord, Cina rinvia la richiesta

Pubblicato il 3 marzo 2018 alle 12:02 in Cina USA e Canada

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La Cina, in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha deciso di rinviare la richiesta di Washington di inserire in una lista nera 33 imbarcazioni, 27 compagnie marittime e un uomo, proveniente da Taiwan, per aver violato le sanzioni internazionali imposte sulla Corea del Nord.

La richiesta era stata effettuata dagli Stati Uniti una settimana fa, con l’obiettivo di “porre fine alle attività marittime illegali di Pyongyang per ottenere petrolio e vendere carbone”. Nella stessa data, venerdì 23 febbraio, Washington aveva imposto il più vasto pacchetto di sanzioni unilaterali sulla Corea del Nord, volto a intensificare le pressioni sul Paese asiatico per interrompere il suo programma missilistico nucleare. Inoltre, lo stesso giorno, l’amministrazione Trump aveva dichiarato che, insieme ad alcuni alleati asiatici, si stava preparando per espandere le intercettazioni di navi sospette.

La Cina non ha fornito nessuna spiegazione riguardo le motivazioni del blocco della richiesta. Un’azione del genere è spesso utilizzata quando uno dei membri del Consiglio di Sicurezza desidera ottenere ulteriori informazioni sull’argomento in questione, ma a volte può portare a un blocco permanente della lista nera proposta.

Se l’organizzazione dell’Onu accetterà la richiesta degli Stati Uniti, le 33 imbarcazioni, 19 delle quali appartengono a Pyongyang, saranno soggette a un divieto di entrata in qualsivoglia porto globale. Alle 27 compagnie e all’uomo taiwanese, invece, saranno congelati i patrimoni.

Tra ottobre e dicembre, gli Stati Uniti avevano denunciato all’Onu un totale di 18 navi che avrebbero portato illegalmente fuori dalla Corea del Nord materiali banditi. Washington aveva accusato Pechino di non rispettare le Risoluzioni dell’Onu, che impedivano a Pyongyang di importare ed esportare determinati beni. La Cina, tuttavia, aveva respinto tutte le accuse.

Uno degli ultimi documenti che bandiva l’import e l’export di quasi il 90% per la Corea del Nord era stato approvato venerdì 22 dicembre. La Risoluzione 2397, redatta da Washington, congiuntamente con Pechino, aveva imposto su Pyongyang nuove sanzioni che limitavano fortemente l’importazione di petrolio e di prodotti petroliferi raffinati nel Paese, prevedevano il rimpatrio di tutti i lavoratori nordcoreani all’estero entro 24 mesi e inasprivano i controlli sulle imbarcazioni, per evitare il contrabbando di materiali vietati da e verso il Paese. Alla Corea del Nord era stata altresì vietata l’esportazione di prodotti alimentari, strumentazioni elettroniche, macchinari, terreno, pietre, legno, imbarcazioni, strumentazioni e metalli industriali e mezzi di trasporto.

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite ha iniziato a imporre una serie di sanzioni sulla Corea del Nord sin dal 2006, nel tentativo di tagliare i fondi destinati allo sviluppo dei programmi missilistici e nucleari del Paese. Le restrizioni, concordate dai membri dell’organizzazione dell’Onu, erano aumentate di recente, in seguito ai continui test missilistici che il regime di Kim Jong-un aveva effettuato nel corso del 2017.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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