Seoul a Washington: manderemo un inviato speciale a Pyongyang

Pubblicato il 3 marzo 2018 alle 6:01 in Corea del Sud USA e Canada

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Il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, manderà un inviato speciale in Corea del Nord per cercare di mediare i colloqui con gli Stati Uniti.

La notizia è stata riferita da Moon al presidente americano, Donald Trump, giovedì primo marzo, nel corso di un colloquio telefonico, durante il quale i due leader hanno discusso le strategie congiunte relative a Pyongyang, basandosi sui meeting tra le delegazioni delle due Coree avvenuti nel mese di febbraio, in occasione dei Giochi Olimpici invernali di Peyongchang. L’ufficio di Moon ha riferito che i due presidenti hanno concordato di voler sfruttare il momento di relativa apertura della Corea del Nord, e di continuare a lavorare per raggiungere la denuclearizzazione della penisola coreana. Il New York Times spiega che la visita di un inviato speciale di Seoul a Pyongyang servirà anche a ricambiare la visita in Corea del Sud della sorella di Kim Jong-un, Kim Yo-jong, avvenuta il mese scorso in occasione della cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Oltre a lei, il leader nordcoreano ha inviato anche un’altra delegazione di alto livello, guidata dal suo ex capo dell’intelligence, Kim Yong-chol, che ha partecipato alla cerimonia di chiusura dell’evento sportivo. In entrambe le occasioni, le delegazioni di Pyongyang hanno riferito a Moon di essere disposti a iniziare colloqui con Washington, senza tuttavia chiarire la questione dell’eventuale denuclearizzazione.  

Adesso, la sfida maggiore per Moon sarà quella di colmare le differenze tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord sulle condizioni per iniziare il dialogo. Da una parte, Pyongyang afferma di non voler scendere a patti sul proprio programma missilistico, insistendo che gli USA devono riconoscere che il regime nordcoreano è ormai diventato una potenza nucleare. Solo in tal caso, Kim Jong-un sarebbe disposto a sedersi al tavolo delle trattative con Trump per discutere la reciproca riduzione di armi nella penisola coreana. Dall’altra parte, Washington si è detto disposto al dialogo, ma soltanto “alle giuste condizioni”, che prevedono la denuclearizzazione della Corea del Nord. Per di più, dal momento che gli ufficiali americani ritengono che Pyongyang non sia riuscita a mantenere i patti raggiunti durante negoziazioni passate, chiedono che il regime nordcoreano dimostri la sua sincerità prima dell’inizio dei colloqui.

Dalla sua parte, Moon ha affermato che, se la Corea del Nord annunciasse la sospensione delle attività missilistiche e nucleari, sicuramente aiuterebbe l’avvicinamento con gli Stati Uniti. Tuttavia, è probabile che se Pyongyang acconsentirà alla sospensione dei test, chiederà anche agli USA di interrompere le esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud. Al momento, non è ancora chiaro se Trump sarebbe d’accordo con una soluzione del genere, dal momento che entro il mese di aprile è previsto l’inizio di nuove dimostrazioni militari con Seoul.

La scorsa settimana, Moon aveva invitato gli USA e la Corea del Nord ad abbassare la guardia e a predisporsi al dialogo per trovare una soluzione alla crisi in corso più velocemente. Occorre ricordare che le tensioni tra Seoul, Washington e Pyongyang hanno raggiunto il picco massimo tra il luglio e il dicembre 2017, in seguito a numerosi test di missili balistici intercontinentali e al test nucleare condotti dalla Corea del Nord e a diverse esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud. In occasione dei Giochi Olimpici, Washington e Seoul avevano concordato di sospendere qualsiasi dimostrazione militare per favorire il pacifico svolgimento dell’evento sportivo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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