Crisi Etiopia: Australia teme conseguenze per il Corno d’Africa

Pubblicato il 1 marzo 2018 alle 10:31 in Africa Etiopia

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Il giurista australiano Anthony Byrne ha messo in guardia la comunità internazionale in merito alla crisi politica in corso in Etiopia che, a suo avviso, potrebbe comportare gravi conseguenze per tutta la regione del Corno d’Africa, dell’Africa in generale e persino per il mondo intero.

Nello specifico, spiega Byrne, il periodo di transizione che sta attraversando il Paese africano ha un epilogo incerto e, nonostante l’Etiopia e l’Africa siano lontane dall’Australia, è necessario porre l’attenzione sulla questione. “Molti deputati potrebbero dire che ciò che accade in Africa non ha importanza per il nostro Paese, ma non è vero, il continente africano sta crescendo e una serie di Stati avranno un peso sempre maggiore negli affari mondiali”, ha precisato Byrne. A suo avviso, inoltre, nel tempo la politica etiope ha portato diverse comunità locali ad emigrare in Australia, perciò, ciò che accadrà adesso potrebbe avere effetti importanti. Infine, il giurista australiano ha esortato il governo etiope a porre fine alla persecuzione dei cittadini della regione di Oromo, cercando di rappresentare i loro interessi nel miglior modo possibile.

La crisi politica etiope, scoppiata nel novembre 2015, si è acuita in seguito alle dimissioni del premier Hailemariam Desalegn, presentate il 15 febbraio. Hailemariam, in carica dall’agosto 2012, ha voluto cedere il potere per avviare una transizione democratica e permettere al Paese di attuare le riforme richieste dai cittadini. Tuttavia, due giorni dopo, la coalizione di governo ha proclamato uno stato di emergenza della durata di 6 mesi, imponendo una serie di restrizioni alla popolazione per mantenere l’ordine pubblico e garantire la sicurezza. Tali restrizioni prevedono il divieto di sciopero, di manifestare e di organizzare o partecipare a riunioni non autorizzate. Le regioni di Amhara e Oromo costituiscono i principali teatri delle proteste contro il governo.

La regione del Corno d’Africa, penisola a nord-est del continente africano formata da Somalia, Gibuti, Eritrea ed Etiopia. Le radici dei conflitti a tale area risalgono al 2008, anno in cui il Gibuti accusò l’Eritrea di aver posizionato le proprie truppe al confine, disseminando paura in tutta la regione. Gli scontri durarono diversi giorni, causando la morte di decine di truppe del Gibuti. L’area di confine causa di tensioni tra i due Paesi si trova in prossimità delle montagne di Dumeira, una piccola isola al largo delle coste eritree e gibutiane, a sud del Mar Rosso, nello stresso di Bab-el-Mandeb. Il luogo è considerato di vitale importanza perché costituisce uno snodo importante per il commercio globale. Nell’ambito della disputa territoriale tra Eritrea e Gibuti, l’Etiopia, gigante regionale molto importante in termini di economia e sicurezza, si è schierata dalla parte dell’Unione Africana, la quale aveva esortato le parti coinvolte ad allentare le tensioni. L’obiettivo dell’Etiopia è quello di affermarsi come principale produttore di energia rinnovabile di tutto il continente e, a tale fine, ha interesse a mantenere la situazione nel Corno d’Africa relativamente stabile.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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