Attentato vicino a Mogadiscio: al-Shabaab rivendica

Pubblicato il 1 marzo 2018 alle 14:35 in Africa Somalia

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Il gruppo terroristico somalo al-Shabaab ha fatto esplodere un’autobomba presso un punto di controllo a 15 km da Mogadiscio, causando la morte di 3 persone e il ferimento di altre 2. Un testimone ha riferito a Reuters di aver sentito un’enorme esplosione, seguita da una nuvola di fumo. Secondo quanto riferito dal maggiore Abdullahi Nur, diverse auto erano in coda al check-point quando l’autobomba è saltata in aria.

I jihadisti di al-Shabaab compiono spesso attacchi per mezzo di autobombe in tutta la Somalia. L’ultima azione terroristica era avvenuta il 23 febbraio sempre a Mogadiscio, dove due autobombe sono esplose uccidendo 45 persone e ferendone altre 20, nelle vicinanze della residenza del presidente Mohamed Abdullahi Mohamed, detto Farmajo, in carica dal 16 febbraio 2017.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un’organizzazione jihadista fondata nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda, che mira a rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la sharia. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Il Country Report on Terrorism 2016 del governo americano ha inserito la Somalia al primo posto tra i Paesi considerati “safe heavens” del terrorismo in Africa. Con tale termine, vengono indicati quegli Stati in cui le organizzazioni terroristiche sono in grado di operare liberamente per colpa di una governance locale inadeguata e incapace di contrastare le attività terroristiche. 

Il 18 gennaio, Human Rights Watch (HRW) aveva denunciato i militanti somali, accusandoli di effettuare un feroce reclutamento di bambini. Il comunicato dell’organizzazione umanitaria riferiva che i terroristi al-Shabaab stavano obbligando le comunità rurali somale nella regione di Bay, nel sud del Paese, a consegnare i bambini più piccoli per sottoporli all’indottrinamento e all’addestramento militare. Il reclutamento dei minori non è una novità per al-Shabaab, in quanto, come si legge in un report del Consiglio di sicurezza dell’Onu sul ruolo dei bambini nei conflitti armati in Somalia, durante i dieci anni passati, i jihadisti somali hanno indottrinato e addestrato migliaia di minorenni, schierandoli tra le prime fila sul campo di battaglia. Nel 2015, il gruppo ha altresì aperto vere e proprie scuole islamiche nelle aree sotto il proprio controllo. Ad avviso di HRW, le autorità di Mogadiscio, con l’aiuto di donatori esterni, dovrebbero identificare la rete dei militanti di al-Shabaab che si occupa del reclutamento dei bambini, al fine di adottare misure per smantellarla e porre fine alla pratica. Nonostante le prove, il 19 gennaio i terroristi somali hanno smentito le indiscrezioni. Uno dei portavoce di al-Shabaab ha dichiarato che i militanti non arruolano ragazzi al di sotto dei 15 anni e che nessuno di loro è obbligato ad unirsi al gruppo, precisando che i minori vengono mandati alle scuole religiose solo per essere educati.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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