Intesa San Paolo pronta a finanziare North Stream-2

Pubblicato il 28 febbraio 2018 alle 6:06 in Italia Russia

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Il gruppo bancario italiano Intesa San Paolo è disponibile a partecipare al finanziamento del gasdotto North Stream-2, ma solo nel caso in cui le sanzioni europee non creino ostacoli. Lo ha dichiarato in un’intervista all’agenzia di stampa russa Ria Novosti il presidente del gruppo bancario Antonio Fallico.

“Siamo in attesa di una decisione della Commissione Europea in merito. Per una serie di motivi non è stata ancora presa. Se la decisione sarà positiva, cioè se le sanzioni non disturberanno questo progetto, Intesa Sanpaolo è disposta a partecipare. Se la decisione sarà negativa, ma speriamo che non sia così, allora la nostra banca non potrà finanziare il progetto, così come molti altri potenziali partecipanti” — ha dichiarato Fallico.

Il presidente di Intesa San Paolo osservato che sarà fatta chiarezza sulla questione a breve. “In ogni caso, dopo le elezioni presidenziali in Russia, ovviamente” — ha aggiunto.

Interrogato sulla possibilità che l’attuale tensione politica tra Mosca e Bruxelles possa risultare dannosa per le imprese, Fallico ha risposto: “No, non penso che la situazione politica possa influenzare significativamente il lavoro delle imprese italiane con la partecipazione russa. Precisamente, nessuno toccherà la proprietà. In Europa abbiamo tradizioni secolari e incrollabili sui diritti di proprietà della proprietà privata. Non penso che le sanzioni arriveranno a questo”.

Fallico ha inoltre sottolineato come alcune decisioni politiche stiano danneggiando le imprese europee: “In generale, continuiamo a lavorare con le più grandi aziende russe, comprese le società energetiche e del gas e del petrolio, statali e non statali. Naturalmente, possiamo finanziare solo quei segmenti dell’attività che non sono stati penalizzati. Spero vivamente che i capi di Germania e Francia si siano già resi conto che tali restrizioni sono dirette non solo contro la Federazione Russa, ma anche contro l’Europa. Se North Stream-2 dovesse essere bloccato dalle sanzioni statunitensi, l’economia della UE subirà pesanti perdite”.

Il Presidente di Intesa San Paolo si è mostrato infine scettico sulla partecipazione alla privatizzazione di beni e società pubbliche russe, essenzialmente perché non è convinto che lo Stato russo abbia bisogno di privatizzazioni di grande portata. Si è detto tuttavia pronto ad analizzare eventuali altre offerte di privatizzazione in futuro.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo a cura di Italo Cosentino 

di Redazione

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