USA minacciano di agire unilateralmente contro l’Iran

Pubblicato il 27 febbraio 2018 alle 17:23 in USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno minacciato di intraprendere un’azione unilaterale nei confronti dell’Iran in seguito al veto posto dalla Russia in seno al Consiglio di sicurezza, in merito a una risoluzione che condannava l’Iran per aver violato l’embargo sulle armi imposto allo Yemen, inviando missili e droni agli Houthi.

Tale dichiarazione è stata rilasciata dall’ambasciatrice ameircana all’Onu, Nikki Haley, la quale ha affermato che, se il Consiglio di sicurezza non interverrà, gli Stati Uniti saranno costretti ad agire da soli contro l’Iran. Tuttavia, l’inviata non ha specificato quale tipo di azione potrebbero intraprendere gli USA. “Ovviamente, questo voto non avrà conseguenze sul patto nucleare con l’Iran, ma di certo non è stato d’aiuto”, ha aggiunto la Haley, specificando che la mossa russa ha “convalidato i comportamenti illegali e pericolosi di Teheran”, che gli USA sospettano ormai da molto tempo.

La Risoluzione su cui la Russia ha posto il veto era stata proposta da Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia il 16 febbraio, con l’intento di condannare l’Iran per aver violato l’embargo sulle armi del 2015 dal momento che, secondo un report dell’Onu, Teheran aveva inviato armi ai ribelli sciiti Houthi che combattono la guerra in Yemen, in corso dal 21 marzo 2015, contro le forze fedeli al presidente yemenita, Mansour Hadi. Sia l’Iran sia gli Houthi hanno più volte respinto tali accuse, affermando che le forze armate dello Yemen avrebbero rafforzato le capacità missilistiche da sole. La Risoluzione chiedeva altresì l’imposizione di ulteriori misure per far fronte a tali infrazioni.

Ad avviso di un diplomatico occidentale, il quale ha voluto mantenere l’anonimato, la comunità internazionale e, in particolare l’Europa, avrebbe dovuto fare di più per mettere in risalto i loro dubbi sul comportamento dell’Iran. “Abbiamo chiaro il ruolo di Teheran nella regione ma, rispetto al passato, dobbiamo chiarire tali punti in modo più approfondito”, ha dichiarato l’ufficiale.

Occorre ricordare che l’Iran è il principale rivale degli Stati Uniti in Medio Oriente. Fin dalla propria campagna elettorale, il presidente Trump si era schierato contro il patto nucleare, concluso dall’amministrazione Obama il 14 luglio 2015. Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), era stato firmato dall’Iran e dai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ossia USA, Inghilterra, Francia, Russia, Cina e in più la Germania. Il patto prevede la sospensione di tutte le sanzioni imposte precedentemente contro Teheran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale. Il 13 ottobre 2017, il presidente americano ha de-certificato il JCPOA, chiedendo al Congresso di modificare la legislazione riguardante l’accordo per contrastare il programma missilistico iraniano. La de-certificazione non ha quindi posto fine all’accordo, ma ha creato le basi per una sua revisione. Successivamente, il 12 gennaio 2018, allo scadere dei 90 giorni per le nuove verifiche da parte degli ispettori per appurare che l’Iran stesse rispettando le condizioni dell’accordo, Trump ha certificato il patto, “per l’ultima volta”. Tuttavia, il giorno seguente, gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni a 14 aziende e individui iraniani. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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