FAO: in Africa 224 milioni di persone soffrono di malnutrizione

Pubblicato il 26 febbraio 2018 alle 8:32 in Africa

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La UN Food Security Organization (FAO) ha reso noto che circa 224 milioni di persone stanno soffrendo di forme di malnutrizione in Africa a causa dei conflitti e dei cambiamenti climatici.

Secondo quanto riferito dall’assistente direttore generale per l’Africa, Bukar Tijani, la situazione è molto grave e preoccupante, dal momento che è previsto che la popolazione del continente raggiunga 1.7 milioni entro il 2030. A suo avviso, le situazioni in Somalia, Sud Sudan e Repubblica Centrafricana contribuiscono particolarmente a peggiorare il quadro.

A partire dall’inizio del 2017, le condizioni umanitarie in Somalia sono peggiorate significativamente, facendo rischiare milioni di cittadini di morire di fame. Nel marzo dello scorso anno, il primo ministro somalo, Hassan Ali Khaire, ha annunciato per 110 persone erano morte nel giro di due giorni a causa della fame e di malattie infettive, come la diarrea. Da allora, gli ufficiali di Mogadiscio hanno lanciato l’allarme, chiedendo maggiori aiuti. È previsto che nel 2018 circa 1,2 milioni di bambini soffrano di malnutrizione, 232,000 dei quali rischieranno la vita. Oltre alla grave crisi umanitaria, la Somalia è dilaniata da una violenta guerra civile che contrappone le forze governative ai militanti di al-Shabaab, una potente organizzazione terroristica somala, fondata nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda. Il Country Report on Terrorism 2016, pubblicato ieri dal governo americano, ha inserito la Somalia al primo posto tra i Paesi considerati “safe heavens” (rifugio sicuro) del terrorismo in Africa.

Il Sud Sudan, lo Stato più giovane al mondo, ha ottenuto l’indipendenza nel 2011 dal Sudan ed è uno dei Paesi maggiormente frammentati dell’Africa centrale, poiché comprende più di 60 gruppi etnici che seguono diverse religioni locali. Dal 2013, è teatro di una violenta guerra civile, combattuta tra le milizie tribali e quelle governative. Tale conflitto ha prodotto quasi 4 milioni di sfollati, che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. La situazione umanitaria del Paese africano è aggravata dalle politiche del presidente Salva Kiir, il quale, lo scorso 10 novembre, è stato accusato dall’Onu di bloccare i rifornimenti di cibo e l’assistenza in determinate aree del Sud Sudan, per punire i propri cittadini. Alla luce di ciò, il 29 novembre 2017, gli USA hanno minacciato di adottare sanzioni contro il governo di Juba, se non avesse posto fine al conflitto.

Infine, per quanto riguarda la Repubblica Centrafricana, da quanto l’ex presidente Francois Bozize è stato rovesciato, il 10 dicembre 2012, Il Paese, ex colonia francese, sta affrontando una crisi umanitaria che ha coinvolto più di 4.5 milioni di persone. Tale crisi è stata causata da un conflitto combattuto tra i militanti musulmani della fazione Seleka e la milizia cristiana anti-Balaka. Secondo le Nazioni Unite, più della metà della popolazione centrafricana necessita assistenza. Nonostante l’elezione democratica del presidente Faustin-Archange Touadéra, il 30 marzo 2016, abbia portato una relativa stabilità, il Paese è ancora afflitto da continui scontri. La capitale Bangui, che ospita il quartier generale della missione di peacekeeping dell’Onu, formata da 12,000 truppe, è stata teatro di diversi scontri nel corso degli ultimi mesi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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