Nigeria: ritrattata liberazione studentesse rapite da Boko Haram

Pubblicato il 24 febbraio 2018 alle 13:52 in Africa Nigeria

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Il governo dello Stato di Yobe, in Nigeria, ha ritrattato la notizia di aver liberato 76 studentesse che erano state rapite dai militanti di Boko Haram. Decine di ragazze non sono ancora state salvate.

Abdullahi Bego, il portavoce del governatore di Yobe, Ibrahim Gaidam, ha spiegato che le autorità hanno stabilito che la fonte sulla quale facevano affidamento non era credibile, porgendo altresì le scuse del governo.

Le studentesse frequentavano tutte la Government Girl Science Technical College ed erano state rapite, lunedì 19 febbraio, nei pressi del villaggio di Dapachi, nel nord-est dello Stato di Yobe. Le operazioni di salvataggio erano avvenute al confine con lo Stato del Borno. Dopo essere state tratte in salvo, le ragazze erano state condotte presso la base militare Geidan, nello Yobe, dove avevano ricevuto assistenza medica. Subito dopo la loro scomparsa, il presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari, aveva mobilitato esercito e polizia per ritrovarle. Le forze dell’ordine avevano dichiarato che erano 111 le studentesse sparite. Tuttavia, non è stato ancora confermato il numero preciso.

Più di 20 mila persone sono state uccise e 2 milioni sono state costrette a fuggire dalla Nigeria nordorientale da quando i jihadisti di Boko Haram lanciarono, nel 2009, una campagna volta a formare uno Stato separato nella regione. Negli anni, il gruppo armato ha rapito migliaia di adulti e bambini in diverse zone della Nigeria, soprattutto a nord-est, che successivamente vengono obbligati a farsi esplodere in luoghi affollati. Il numero più alto di rapimenti si è verificato 14 aprile 2014, quando i terroristi di Boko Haram sequestrarono 275 studentesse di Chibok. Nonostante i jihadisti nigeriani diffondano video per dimostrare che le ragazze rapite stanno bene, queste vengono fatte esplodere continuamente, uccidendo decine di persone ogni mese. Il 7 maggio 2017, almeno 86 giovani sono state rilasciate in seguito a lunghe trattative tra il governo di Abuja ed i terroristi. Le autorità credono che almeno 100 ragazze siano ancora nelle mani dei jihadisti. Il loro rapimento destò scalpore a livello internazionale, facendo porre l’attenzione sull’organizzazione terroristica. Tuttavia, il fallimento del governo nigeriano di agire rapidamente per liberare le ragazze ha portato alla nascita di un movimento globale chiamato “Bring Back Our Girls” (Ridateci le nostre ragazze).

Di recente, il presidente nigeriano ha dichiarato che l’era delle violenze dei jihadisti di Boko Haram “ sta gradualmente volgendo al termine”. Tuttavia, il gruppo continua a lanciare attacchi nel Paese, e il suo leader rimane in libertà.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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