Rappresentante russo presso l’OSCE: Kiev ha scelto la linea della forza

Pubblicato il 22 febbraio 2018 alle 21:00 in Russia Ucraina

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Il rappresentante permanente della Russia presso l’OSCE, Alexander Lukashevich, ha affermato che firmando la reintegrazione del Donbass, il presidente Poroshenko non rispetta lo spirito degli accordi di Minsk.

Firmando una legge sulla reintegrazione del Donbass, il presidente ucraino Petro Poroshenko ha confermato che Kiev ha scelto di risolvere con la forza il conflitto in corso nella regione. Ad affermarlo il rappresentante permanente della Federazione Russa presso l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), Alexander Lukashevich. Nella giornata di ieri, mercoledì 21 febbraio, il presidente Poroshenko ha firmato la legge sulla reintegrazione del Donbass.

“Avendo approvato la legge sulla reintegrazione del Donbass, Poroshenko ha confermato ancora una volta la postura di Kiev sulla risoluzione del conflitto interno ucraino mediante la forza”, ha scritto il diplomatico russo sul suo profilo Twitter.

Stando a quanto dichiarato dal rappresentante russo, inoltre, l’approvazione di questa legge rappresenta “la continuazione logica della politica di escalation di Kiev nel sud-est dell’Ucraina”.

“La legge sulla reintegrazione del Donbass è in netta contrapposizione con lo spirito del Protocollo di Minsk e conferma il sostegno dello stato ucraino ai crimini dei radicali nazionalisti”, ha concluso Lukashevich.

Il Protocollo di Minsk è costituito da una serie di accordi per porre fine alla guerra in Ucraina orientale, raggiunto il 5 settembre 2014 dai rappresentanti di UcrainaRussiaRepubblica Popolare di Doneck (DNR), e Repubblica Popolare di Lugansk(LNR). È stato firmato dopo estesi colloqui a Minsk, la capitale della Bielorussia, sotto l’egida della Organizzazione per la Sicurezza e la cooperazione in Europa. Succeduto a diversi tentativi precedenti di cessare i combattimenti nella regione del Donbass, prevedeva un cessate il fuoco immediato, lo scambio dei prigionieri e l’impegno, da parte dell’Ucraina, di garantire maggiori poteri alle regioni di Doneck e Lugansk. Tuttavia, nonostante abbia portato ad un’iniziale diminuzione delle ostilità, l’accordo non è stato rispettato.

 

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Traduzione dal russo a cura di Italo Cosentino 

di Redazione

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