Nigeria: liberate 76 studentesse rapite da Boko Haram

Pubblicato il 22 febbraio 2018 alle 11:36 in Africa Nigeria

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L’esercito nigeriano ha liberato 76 studentesse che erano state rapite dai militanti di Boko Haram nei giorni precedenti, presso il villaggio di Dapachi, nel nord-est dello Stato dello Yobe. I soldati hanno rinvenuto i corpi senza vita di altre due ragazze. Secondo quanto riportato dalla CNN, il numero esatto di studentesse prese dai jihadisti verrà confermato entro la giornata di giovedì 22 febbraio. Le operazioni di salvataggio sono avvenute al confine tra lo Stato dello Yobe e lo Stato del Borno e, dopo essere state tratte in salvo, le giovani sono state condotte presso la base militare Geidan, nello Yobe, dove hanno ricevuto assistenza medica.

Un comunicato del governo rende noto che le ragazze frequentavano la Government Girls Science Technical College. Il presidente Muhammadu Buhari, subito dopo aver saputo della loro scomparsa, ha mobilitato l’esercito e la polizia, ordinando di intervenire immediatamente. Al momento, le autorità stanno ancora chiarendo come sia avvenuto il rapimento delle ragazze. Secondo alcune testimonianze, all’arrivo dei militanti, molte di loro sarebbero scappate nascondendosi nella foresta, fino ad arrivare nei villaggi vicini. È probabile che alcune siano ancora nascoste.

I jihadisti di Boko Haram ricorrono a diverse pratiche violente per colpire i loro nemici. L’utilizzo di donne o bambine kamikaze, in particolare, viene considerato uno dei segni di riconoscimento del gruppo terroristico. Generalmente, i militanti rapiscono giovani donne e bambine in diverse zone della Nigeria, soprattutto a nord-est, che successivamente vengono obbligate a farsi esplodere in luoghi affollati. Il numero più alto di rapimenti si è verificato 14 aprile 2014, quando i terroristi di Boko Haram sequestrarono 275 studentesse di Chibok. Nonostante i jihadisti nigeriani diffondano video per dimostrare che le ragazze rapite stanno bene, queste vengono fatte esplodere continuamente, uccidendo decine di persone ogni mese. Il 7 maggio 2017, almeno 86 giovani sono state rilasciate in seguito a lunghe trattative tra il governo di Abuja ed i terroristi. Le autorità credono che almeno 100 ragazze siano ancora nelle mani dei jihadisti. Il loro rapimento destò scalpore a livello internazionale, facendo porre l’attenzione sull’organizzazione terroristica. Tuttavia, il fallimento del governo nigeriano di agire rapidamente per liberare le ragazze ha portato alla nascita di un movimento globale chiamato “Bring Back Our Girls” (Ridateci le nostre ragazze).

L’ultimo attentato compiuto da donne si è verificato il 16 febbraio a Maiduguri, dove tre attentatrici suicide si sono fatte esplodere presso un mercato di pesce, causando la morte di 18 persone e il ferimento di altre 22.  

Fondata in Nigeria nel 2009, è guidata dal leader Abubakar Shekau e, dal marzo 2015, è ufficialmente affiliata all’ISIS. Nonostante la Nigeria sia la base principale, i jihadisti hanno branche anche nella regione del Lago Ciad Basin, in Niger, in Ciad e in Camerun. Secondo le stime del governo americano, nel 2015, Boko Haram è stato il terzo gruppo terroristico del mondo per numero di attentati, pari a 491, con un totale di 5450 vittime, secondo soltanto ai talebani e all’ISIS.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Sofia Cecinini

di Redazione

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