Rimpatrio dei Rohingya: atteso incontro tra Bangladesh e Myanmar

Pubblicato il 20 febbraio 2018 alle 18:23 in Asia Myanmar

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Ufficiali del Bangladesh e del Myanmar si incontreranno martedì 20 febbraio per discutere sul rimpatrio dei quasi 700.000 rifugiati Rohingya.

Dallo scorso agosto, un numero sempre crescente di membri della minoranza musulmana del Myanmar è fuggito in Bangladesh per scappare dalla campagna militare portata avanti dall’esercito locale nello Stato di Rackhine. Tali offensive, secondo il governo di Naypyidaw, sono state una reazione ad una serie di attacchi contro stazioni di polizia di frontiera, compiuti dai militanti islamisti dell’Arakan Rohingya Salvation Army, organizzazione estremista che dichiara di essere nata per difendere la minoranza musulmana. Le autorità del Myanmar sostengono che i Rohingya siano terroristi, mentre le testimonianze dei rifugiati in Bangladesh dimostrano che, in realtà, i soldati di Naypyidaw hanno effettuato una vera e propria pulizia etnica, come ha sostenuto dall’Onu.

Un portavoce dell’Alto Commissario per i rifugiati della UN Refugee Agency (UNHCR), che non prenderà parte ai colloqui tra Myanmar e Bangladesh, teme che i Rohingya verranno obbligati a tornare in patria, nonostante le condizioni di grave pericolo. Le autorità di Dacca e di Naypyidaw avevano concluso un accordo, il 23 novembre 2017, per garantire il rimpatrio dei membri della minoranza musulmana entro due anni dall’inizio delle operazioni. Tale decisione, tuttavia, era stata opposta dall’Onu che, alla fine del mese di gennaio, aveva chiesto ai due Paesi di posticipare il rientro dei Rohingya alla luce della situazione di instabilità e insicurezza in Myanmar. Nell’occasione l’Alto Commissario dell’Onu per i Rifugiati, Filippo Grandi, aveva spiegato che, affinché i rimpatri avvengano in modo corretto, è necessario risolvere prima una serie di questioni interne al Paese asiatico, come la concessione della cittadinanza ai Rohingya, considerati clandestini del Bangladesh dalle autorità del Myanmar.

La responsabile dell’Informazione Pubblica dell’UNHCR, Caroline Gluck, di Cox Bazar, il distretto del Bangladesh dove è radunata la maggior parte dei Rohingya sfollati ha riferito di temere che i gruppi di rifugiati vengano costretti a varcare i confini con il Myanmar. “Coloro che sono fuggiti dalle discriminazioni non dovrebbero essere obbligati a tornare in patria contro il proprio volere”, ha spiegato la Gluck.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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