Crisi Maldive: Parlamento approva estensione dello stato di emergenza a 30 giorni

Pubblicato il 20 febbraio 2018 alle 16:00 in Asia Maldive

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Il Parlamento delle Maldive ha approvato l’estensione dello stato di emergenza a 30 giorni, compiacendo il presidente Abdulla Yameen, L’opposizione, tuttavia, è convinta che le votazioni siano illegali e contro la Costituzione.

Lunedì 19 febbraio, Yameen aveva cercato di ottenere l’approvazione parlamentare per estendere lo stato di emergenza poiché, a suo avviso, la minaccia alla sicurezza nazionale non è diminuita e la crisi costituzionale non è ancora stata risolta. Tuttavia, i membri dell’opposizione avevano boicottato le votazioni, così che soltanto 39 su 85 membri del Parlamento avevano votato a favore della richiesta del presidente. Secondo quanto riportato da un comunicato dell’ufficio presidenziale, il disimpegno dei membri dell’opposizione aveva di fatto bloccato la capacità del Parlamento di decidere sullo stato di emergenza e aveva altresì peggiorato la crisi costituzionale. Uno dei leader del partito di governo, Ahmed Nihan, aveva riferito che “l’emergenza non scompare solo perché i parlamentari non l’approvano”. Dall’altra parte, il capo del gruppo dell’opposizione, Ibrahim Mohamed Solih, aveva affermato che la Costituzione stabilisce che lo stato di emergenza può essere prolungato soltanto con l’approvazione del Parlamento. “Se non viene votata, la proposta è nulla e anche tutto ciò che è stato fatto nell’ambito dello stato di emergenza diventerà nullo”, avevaspiegato Solih.

Yameen aveva imposto lo stato di emergenza in 5 febbraio, in risposta ad una decisione emessa dalla Corte Suprema quattro giorni prima, che era stata definita contraria all’interesse pubblico e alla sicurezza nazionale. Tale decisione imponeva il rilascio di 9 oppositori politici che erano stati condannati in precedenza per terrorismo. Oltre ai giudici, il 5 febbraio, la polizia ha arrestato anche il fratellastro ed ex presidente Maumoon Abdul Gayoom, membro dell’opposizione politica. L’ottantenne Gayoom, che governò il Paese per 30 anni, fino al 2008, data delle prime elezioni democratiche, è stato prelevato presso la propria abitazione di Male, intorno alla mezzanotte del 5 febbraio. Prima di essere arrestato dagli agenti, l’ex leader aveva pubblicato un video su Twitter, in cui affermava di essere innocente.

Le tensioni politiche hanno portato molti turisti a cancellare centinaia di prenotazioni ogni giorno da quando è stato imposto lo stato di emergenza, nonostante le rassicurazioni delle autorità, le quali continuano ad affermare che sugli atolli e le isole le attività e la vita continuano normalmente. La Cina, l’India, gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno emesso avvertenze dirette ai viaggiatori, sconsigliando di recarsi sulle note isole dell’Oceano indiano.

Il 9 febbraio, il Consiglio di sicurezza dell’Onu aveva riferito di temere un peggioramento della situazione. Quel giorno gli ufficiali dell’Onu avevano partecipato ad un incontro a porte chiuse per discutere sulla situazione, durante la quale l’assistente del segretario generale, Miroslav Jenca, aveva riferito che non si erano verificati scontri violenti nell’arcipelago dell’Oceano Indiano, anche se era possibile che la situazione degeneri velocemente. Si era trattata della prima volta in cui il Consiglio di sicurezza ha affrontato la questione della crisi politica delle Maldive dal primo febbraio.

Il centro politico delle Maldive, arcipelago composto da 26 atolli e 1.992 isole, è concentrato nella capitale Male, dove hanno sede tutte le principali istituzioni. Con i loro 400.0000 abitanti, le Maldive sono state coinvolte in una disputa territoriale per l’influenza del Paese tra India, con cui hanno legami politici e di sicurezza consolidati, e la Cina, che ha aperto un’ambasciata locale nel 2011 e ha offerto il suo supporto tecnico e finanziario per la costruzione di infrastrutture nel Paese. Oltre alle controversie politiche, l’isola a maggioranza musulmana deve confrontarsi anche con altri problemi, come il numero crescente di giovani radicalizzati che si sono arruolati per combattere a fianco del gruppo di militanti dello Stato islamico in Medio Oriente.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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