Il Canada e la deportazione dei rifugiati della Corea del Nord

Pubblicato il 20 febbraio 2018 alle 6:01 in Immigrazione USA e Canada

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Nonostante venga considerato un rifugio sicuro per i migranti di tutto il mondo, dal 2013, il Canada ha deportando circa 2.000 richiedenti asilo della Corea del Nord. Al momento, sarebbero 150 i cittadini a rischio di essere rimandati in patria.

La notizia è stata resa nota da al-Jazeera English, la quale ha riportato alcune storie riferendo che, nella maggior parte dei casi, le deportazioni sono catastrofiche. I coniugi Jo, ad esempio, sono giunti in Canada dalla Corea del Nord nel 2010, insieme al loro primogenito. Nel corso degli anni, hanno avuto altri due bambini, che attualmente hanno la cittadinanza canadese. La famiglia ha ricevuto un ordine di deportazione in quanto, al momento della richiesta di asilo, affermò di essere scappata in Cina invece che in Corea del Sud, per velocizzare il processo di immigrazione all’estero. “L’ordine del governo significa la morte per me, sono venuto in Canada con mia moglie e mio figlio per avere una vita migliore. Ora una deportazione sarà una tragedia per la mia famiglia. È stata colpa nostra, i bambini non hanno fatto niente e dovranno subire questa separazione”, ha spiegato il marito, Taegun Kim Jo. La Corea del Sud viene considerata un Paese sicuro, motivo per cui i disertori nordcoreani che vi accedono non potrebbero poi fare richiesta di asilo in un altro Stato. Tuttavia, ad avviso di molti cittadini di Pyongyang, il territorio sudcoreano è molto pericoloso, in quanto facilmente raggiungibile dalle spie nordcoreane, che possono rintracciare i disertori e riportarli in patria.

Un funzionario del Canada Federation of North Korean Defectors ha spiegato che i membri delle famiglie che sono fuggite all’estero che si trovano ancora nel territorio del regime rischiano o di essere costretti ai lavori forzati, o di essere uccisi. Un avvocato dell’associazione, Jacqueline An, ha incontrato alcuni ufficiali canadesi per chiedere al ministro dell’Immigrazione, Ahmed Hussen, di permettere ai rifugiati nordcoreani di rimanere in Canada, in modo da non rischiare la vita venendo rimandati indietro. Al momento non è stata emessa ancora alcuna risposta ufficiale da parte del governo. “Siamo conosciuti a livello internazionale per la nostra compassione e il nostro senso umanitario, abbiamo accettato moltissimi rifugiati siriani e da tutto il mondo. Perché dovremmo deportare queste 150 persone?”, h affermato Jacqueline An riferendosi ai rifugiati nordcoreani.

Da quando è diventato primo ministro nel novembre 2015, Justin Trudeau ha accolto in Canada 40,000 rifugiati siriani, una mossa molto apprezzata dai gruppi internazionali che difendono i diritti umani. Quando il presidente americano, DonaldTrump, il 28 gennaio 2017, ha istituito la prima versione del bando sull’immigrazione, Trudeau aveva comunicato che il Canada avrebbe accolto tutti i rifugiati provenienti da Libia, Iraq, Siria, Iran, Somalia, Yemen e Sudan, ai quali sarebbe stato negato l’accesso negli USA.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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