Sparatoria di Parkland: Trump si scaglia contro l’FBI

Pubblicato il 19 febbraio 2018 alle 10:20 in USA e Canada

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Il presidente Donald Trump si è scagliato contro l’FBI, accusandolo di non essere riuscito a prevenire la sparatoria del 14 febbraio nel liceo Marjory Stoneman Douglas di Parkland, in Florida, dove il 19enne Nikolas Kruz, armato di un fucile semiautomatico leggero Ar-15, ha ucciso 17 persone. Secondo quanto riportato dalla polizia, Cruz, ex studente del liceo, era stato espulso per motivi disciplinari. Nei giorni successivi all’attacco, l’FBI ha reso noto di aver ricevuto una segnalazione sull’attentatore lo scorso 5 gennaio. Una persona vicina al ragazzo aveva rivelato all’ente investigativo che Cruz era in possesso di un’arma e che aveva espresso il desiderio di uccidere persone sui social media. Nonostante ciò, l’FBI ha dichiarato di non aver seguito il caso in modo appropriato, non passando nemmeno le informazioni all’Ufficio di Miami, così che le indagini non sono mai state approfondite adeguatamente. L’ammissione da parte dell’ente investigativo ha portato il governatore della Florida, Rick Scott, a chiedere al direttore dell’FBI, Christopher Wray, di presentare le dimissioni. Secondo quanto riferito dalla CNN, oltre alla segnalazione del 5 gennaio, nel mese di settembre 2017, un video-blogger aveva messo in guardia l’FBI su una possibile sparatoria in una scuola, dal momento che un account di Youtube con lo stesso nome di Cruz aveva minacciato di compiere un simile atto.

L’accaduto ha risollevato la questione delle leggi sulle armi, tanto che gli studenti sopravvissuti si sono riuniti a Fort Lauderdale sabato 17 febbraio, per protestare contro Trump e i legislatori, accusati di non aver messo in atto norme appropriate a tutela dei cittadini. Occorre ricordare che alla fine del febbraio 2017, dopo soltanto un mese dall’inizio del mandato presidenziale, Trump ha firmato una legge che ha annullato le restrizioni introdotte dall’amministrazione Obama per rendere l’acquisto di armi da parte dei cittadini affetti da patologie mentali più difficile. La decisione dell’ex presidente era stata presa in seguito al massacro avvenuto presso la scuola elementare Sandy Hook, nel Connecticut, il 14 dicembre 2012, quando il 20enne Adam Lanza uccise 27 persone, di cui 20 bambini a colpi di arma da fuoco.

Nonostante le proteste, Trump ha spostato l’attenzione sull’FBI, affermando che l’ente investigativo “passa troppo tempo ad indagare sulla sua campagna presidenziale”, invece di approfondire casi importanti. “Questo non è accettabile, stanno buttando via tempo cercando prove sulle interferenze della Russia nella campagna elettorale, quando non ce ne sono. Tornate a fare il vostro lavoro e ne saremo fieri!”, ha commentato il leader della Casa Bianca facendo riferimento alla questione del Russiagate. Al centro di tale inchiesta ci sono le interferenze della Russia nella campagna elettorale americana e presunti rapporti tra Trump e le autorità di Mosca. Il caso era scoppiato il  9 dicembre 2016, quando le agenzie di intelligence americane avevano reso noto che il Cremlino era intervenuto nella campagna presidenziale, attraverso attività di hackeraggio, per danneggiare la candidata democratica, Hillary Clinton, e favorire Trump. Sia il team del presidente, sia la Russia hanno sempre negato le accuse. In seguito al licenziamento dell’allora direttore dell’FBI, James Comey, il 9 maggio 2017, il consigliere speciale per la giustizia, Robert Mueller, ha preso le redini dell’indagine.

In risposta alle accuse di Trump, il direttore dell’FBI ha reso noto che le sue forze stanno compiendo indagini approfondite per far luce sulla sparatoria del 14 febbraio. “Abbiamo parlato con le famiglie delle vittime, siamo profondamente dispiaciuti per tutti coloro che sono stati coinvolti in questa orrenda tragedia”, si legge in un comunicato dell’FBI. Secondo il gruppo contro la libera circolazione delle armi Everytown of Gun Safety, si è trattato della 18esima sparatoria avvenuta in una scuola dall’inizio del 2018, e il sesto incidente in cui è stato causato almeno un ferito. Tale numero include anche i suicidi e gli incidenti senza feriti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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