IOM: dal 2014 a oggi più di 1.200 migranti bambini morti in tutto il mondo

Pubblicato il 19 febbraio 2018 alle 6:01 in Immigrazione

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Da quando l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) ha iniziato a raccogliere dati sui migranti morti e scomparsi in tutto il mondo, è stata registrata la scomparsa di almeno 1.200 bambini, la metà dei quali è deceduta cercando di attraversare il Mediterraneo alla volta dell’Europa. Si tratta di meno del 5% della cifra totale dei morti documentati dal 2014 a oggi. Tuttavia, dal momento che le stime potrebbero non essere precise per le difficoltà riscontrate nel raccogliere le informazioni, l’IOM, insieme all’Unicef, alla UN Refugee Agency ed altri partner, ha lanciato un appello per rendere noto che i dati sono cruciali per comprendere l’impatto delle migrazioni a livello globale e, soprattutto, per capire come meglio supportare i bambini coinvolti.

“Abbiamo paura che il numero di migranti minori sia in crescita, quindi ci saranno sempre più bambini a rischio durante le traversate”, ha spiegato il direttore dell’IOM Global Migration Data Analysis Centre, Frank Laczko, il quale ha aggiunto che soltanto nel 40% dei casi è possibile risalire all’età della persona morta. Molto spesso, le fonti che forniscono le informazioni riferiscono soltanto che si tratta di un “neonato” o di un “bambino”, e ciò rende difficile chiarire l’età esatta.

Nonostante la scarsità dei dati, l’IOM è stata comunque in grado di determinare che la tratta del Mediterraneo orientale, tra la Grecia e la Turchia, è la più pericolosa in assoluto per i minori. Dal 2014 a oggi, sono stati almeno 396 i bambini di età compresa tra gli 0 e i 18 anni che sono morti cercando di raggiungere l’Europa partendo dalla Turchia. Subito dopo si torva la tratta del Mediterraneo Centrale, tra la Libia e l’Italia, dove finora sono morti 164 minori. Il Mediterraneo occidentale, invece, in quatto anni ha contato 16 decessi di bambini. Nel resto del mondo, il Missing Migrants Project dell’IOM ha registrato la morte di 137 minorenni in Africa, 20 al confine tra il Messico e gli Stati Uniti e 18 in Europa. La maggior parte dei decessi è avvenuta per annegamento, 68 si sono verificate in incidenti d’auto o per soffocamento durante il trasporto, 50 per condizioni precarie, 35 per violenza e 23 per malattia. 803 bambini erano originari dell’Asia, tra cui anche il Medio Oriente, mentre 171 erano di origine africana, 71 americani, mentre dei restanti non è stato possibile determinare l’origine.

Ad avviso dell’IOM, raccogliere dati sempre più precisi sui migranti bambini è fondamentale, soprattutto in questo momento in cui la comunità internazionale sta valutando come rendere più sicura l’immigrazione. La coordinatrice del Missing Migrants Project, Julia Black, ha convulso che dati più precisi permetteranno altresì di evitare tragedie e di aiutare le famiglie a identificare i loro cari.

In Italia, secondo i dati del Ministero dell’Interno, nel 2017 sono sbarcati 15.731 minori stranieri non accompagnati, un dato molto inferiore rispetto a quello dell’anno precedente, pari a 25.846. dal primo gennaio al 12 febbraio 2018, invece, sono attraccat6i sulle coste italiane complessivamente 621 bambini migranti non accompagnati.  

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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