Bosnia: in aumento i migranti illegali

Pubblicato il 19 febbraio 2018 alle 8:36 in Balcani Immigrazione

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La polizia di frontiera bosniaca ha reso noto che il numero di migranti che si introducono in Bosnia attraverso la Serbia e il Montenegro sta aumentando velocemente. In un mese e mezzo sono giunti nel Paese balcanico 458 migranti illegali, una cifra allarmante, considerando che nel 2017 sono entrati in Bosnia 754 stranieri. Secondo quanto riferito dagli agenti, la maggior parte dei migranti sosta in territorio bosniaco soltanto due o tre notti, per poi proseguire il viaggio verso altri Stati occidentali. Molti tentano di entrare in Europa passando per l’Ungheria, mentre altri attraverso la Serbia. Pochi, tuttavia, vi riescono, e così tornano indietro, passando per la Serbia, il Montenegro e infine in Bosnia, per cercare di arrivare in Croazia. La polizia informa che la maggioranza dei migranti è di origine siriana, afghana e algerina. Alcuni volontari che soccorrono i migranti hanno riferito che, spesso, gli stranieri sono vittima di abusi e violenze.

Lo scorso dicembre, il quotidiano tedesco Deutsche Welle aveva reso noto che la Bosnia stava diventando un rifugio sicuro per i migranti. Dal momento che nei primi 9 mesi del 2017 il numero dei rifugiati giunti nel Paese balcanico era aumentato di più del 300% rispetto all’anno precedente, il governo di Sarajevo ha deciso di creare un “organo di coordinamento”, che include rappresentanti del Ministero della Sicurezza, del Ministero per i diritti umani e dei Rifugiati e del Ministero degli Esteri. Gli ufficiali della sicurezza hanno riferito al quotidiano tedesco che tale organo monitora i movimenti migratori in tutta la regione e, grazie alle sue attività, la Bosnia, a loro avviso, non fa parte della rotta balcanica utilizzata dai migranti per raggiungere l’Europa.

La rotta balcanica è stata chiusa con l’accordo sull’immigrazione tra Turchia e Unione Europea, firmato il 18 marzo 2016, il quale mirava a bloccare i flussi diretti in Europa, con l’obiettivo di limitare il traffico di esseri umani in favore dell’immigrazione legale e per diminuire la mortalità nella tratta del Mar Egeo durante le traversate. Nonostante la riduzione dei flussi, tale accordo non ha avuto gli effetti che l’UE aveva sperato. Il 14 febbraio 2017, Amnesty International ha pubblicato un reclamo, in cui ha denunciato la situazione di migliaia di rifugiati, i quali, destinati a essere rimandati in Turchia, sono stati invece lasciati in un limbo nelle isole greche, in condizioni di grave disagio. Altre decine di migranti, invece, sono bloccate al gelo nelle vicinanze di Sid, in Serbia, al confine con la Croazia, nel tentativo di entrare in Europa, ma vengono ripetutamente respinti dalla polizia di frontiera.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.