Boko Haram: corte nigeriana rilascia 475 sospettati per mancanza di prove

Pubblicato il 19 febbraio 2018 alle 14:32 in Africa Nigeria

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475 individui sospettati di essere legati a Boko Haram sono stati rilasciati da una corte nigeriana a causa di mancanza di prove. Secondo quanto riferito da al-Jazeera English, alcuni di loro sarebbero stati detenuti per anni. I rilasciati verranno riportati nei loro Stati di origine per essere reintegrati delle comunità, dove verranno riabilitati prima di essere rimandati nelle famiglie, ha riferito un comunicato del Ministero della Giustizia nigeriano. Gli individui erano stati arrestati nel corso degli anni poiché ritenuti avere legami con il gruppo terroristico locale, o perché in possesso di informazioni importanti sui militanti.

La corte nigeriana della città di Kainji, che ha liberato i sospettati, ha anche condannato 20 terroristi. Dallo scorso ottobre a oggi, sono stati processati complessivamente 1.699 persone. La maggior parte era costituita da uomini, ma molte erano anche donne e bambini, che sono stati messi in carcere. Per tali ragioni, molti gruppi umanitari hanno criticato le autorità di Abuja, accusandola di non rispettare i diritti umani.

L’11 gennaio, gli Stati dell’Africa occidentale hanno lanciato una nuova offensiva contro Boko Haram in due diverse zone della Nigeria. Alle operazioni hanno partecipato soldati nigeriani, camerunensi, nigerini e ciadiani. La prima missione è stata condotta nella foresta di Sambisa, dove i militari hanno dato la caccia alla fazione di Boko Haram guidata dal leader Abubakar Shekau che, dal marzo 2015, si è ufficialmente affiliato all’ISIS. La seconda, invece, è stata effettuata nella zona del Lago Ciad per colpire la fazione guidata da Mamman Nur. Entrambe le zone delle operazioni si trovano nello stato del Borno, nel nord-est della Nigeria. Pochi giorni prima, il presidente Muhammadu Buhari aveva dichiarato che, nonostante i continui attacchi, Boko Haram è ormai stato tecnicamente sconfitto. A suo avviso, le offensive che si continuano a verificare sono molto difficili da sventare e controllare, tuttavia, il governo di Abuja continuerà ad impegnarsi per cercare di porre fine alla minaccia dei jihadisti. I maggiori sforzi hanno portato alla conquista, il 15 febbraio, dell’ultima base chiave dei terroristi nella foresta di Sambisa, presso Sabil Huda.

Boko Haram, attivo in Nigeria dal 2009, ha causato la morte di almeno 20,000 persone, forzando 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case e causando una grave crisi umanitaria. Nel nord-est del Paese 450,000 bambini stanno rischiando di morire di fame. La furia dei jihadisti ha raggiunto anche gli Stati vicini, come il Ciad, il Niger e il Camerun, dove più di 2,000 scuole sono state chiuse. Secondo le stime del governo americano, nel 2015, Boko Haram è stato il terzo gruppo terroristico del mondo per numero di attentati, pari a 491, con un totale di 5450 vittime, secondo soltanto ai talebani e all’ISIS. Le violenze, gli stupri e i sequestri perpetrati dal gruppo nel corso degli ultimi anni sono innumerevoli. In particolare, i jihadisti utilizzano soprattutto donne e bambine che, dopo essere state rapite, vengono costrette dai miliziani a diventare kamikaze.

L’ultimo attentato del gruppo terroristico si è verificato sabato 17 febbraio, quando tre attentatrici suicide si sono fatte esplodere presso un mercato del pesce a 20 km da Maiduguri, capitale dello Stato del Borno, uccidendo 18 persone e ferendone altre 22.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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