Conferenza di Monaco: Israele è in condizione di agire contro l’Iran

Pubblicato il 18 febbraio 2018 alle 12:01 in Iran Israele

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Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha annunciato che, se necessario, il suo Paese è in condizione di attaccare l’Iran, e non solo gli Stati mediorientali a lui alleati, ripetendo che Teheran costituisce la più grande minaccia mondiale.

Nel primo discorso ufficiale tenuto dal premier israeliano nel quadro della Conferenza di Monaco sulla Sicurezza, Netanyahu ha lanciato un appello ai funzionari e alle autorità dei Paesi europei e degli Stati Uniti affinché vengano decise e portate avanti immediate azioni per arginare l’Iran. Mentre parlava, il primo ministro ha mostrato una cartina geografica per indicare le zone del Medio Oriente che, a suo avviso, stanno subendo una forte influenza di Teheran. Netanyahu ha poi aggiunto che, mentre la coalizione a guida statunitense è intenta a liberare i territori siriani e iracheni dal giogo dei militanti dello Stato Islamico, l’Iran sta accrescendo fortemente il suo potere nella regione.

Poi il leader israeliano ha mostrato alla platea un oggetto metallico, che a suo dire è un pezzo del drone iraniano che, sabato 10 febbraio scorso, ha attraversato la frontiera tra i due Paesi, scatenando fortissime tensioni e ripetuti raid aerei tra Israele e Teheran in territorio siriano, dove sono presenti alcune basi iraniane. Così facendo, Netanyahu ha affermato: “Israele non permetterà al regime di mettergli un cappio di terrore intorno al collo. Agiremo, se necessario, non solo contro gli alleati dell’Iran, ma contro l’Iran stesso”. Secondo il leader israeliano, mentre l’ISIS viene annientato e gli vengono sottratti territori, l’Iran vi si stabilisce o li pone sotto la sua inflenza, cercando di creare un impero che abbracci l’intero Medio Oriente fin dallo Yemen, a sud. Al contempo, Teheran cerca di costruire un ponte di terre che vada dall’Iran all’Iraq e raggiunga anche Siria, Libano e Gaza. Netanyahu ha concluso affermando che si tratta di sviluppi estremamente pericolosi per la regione mediorientale.

Le tensioni tra Israele e l’Iran, scoppiate nella mattina di sabato 10 febbraio, si sono accese in seguito all’intercettazione di Israele di un drone iraniano partito dal territorio siriano. In risposta, il Paese ha avviato un attacco aereo in Siria diretto contro le basi iraniane da cui sarebbe provenuto tale drone, ma la contraerea siriana ha abbattuto uno dei jet F-16 intenti in tale operazione. Successivamente all’abbattimento siriano del velivolo militare israeliano, Israele ha dato il via a una massiccia serie di raid arei contro le forze iraniane sul suolo siriano, scatenando forti tensioni internazionali. L’incidente ha rappresentato una delle più gravi escalation militari avvenute in Siria tra Israele e le forze iraniane, le quali hanno aumentato progressivamente la loro presenza sul territorio durante i combattimenti in sostegno del presidente Assad, nel corso della guerra civile che dal 15 marzo 2011 affligge la Siria.

Ai lavori della 54esima edizione della Conferenza di Monaco – il più grande evento dedicato alla sicurezza e alle politiche di difesa a livello mondiale – iniziati il 16 febbraio e destinati a concludersi il 18 febbraio prossimo, stanno prendendo parte i capi di Stato di 21 Paesi, oltre 80 ministri degli Esteri e della Difesa e decine di capi della sicurezza.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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