UE: disaccordo su data di entrata nel blocco di Serbia e Montenegro

Pubblicato il 18 febbraio 2018 alle 14:42 in Balcani Europa

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I ministri degli Esteri dell’Unione Europea non sono d’accordo sulla proposta di velocizzare l’espansione del blocco verso gli Stati dei Balcani occidentali, ancora segnati dalle guerre etniche combattute negli anni ’90 e noti per la loro cattiva reputazione.

L’Unione Europea sta considerando da tempo la possibilità di ammettere 6 Paesi balcanici nel blocco, ossia Albania, Bosnia, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia. I ministri dell’Unione Europea si sono incontrati mercoledì 15 gennaio a Sofia, la capitale della Bulgaria, per discutere il piano della Commissione Europea di scegliere il 2025 come data entro la quale ammettere nel blocco i primi 2 Paesi, ossia la Serbia e il Montenegro. Tuttavia, le autorità non hanno trovato un accordo, in quanto alcuni di loro vorrebbero anticipare l’entrata nel blocco dei Paesi dei Balcani, mentre altri ritengono che l’area non sia ancora pronta.

Il ministro ungherese, Peter Szijjarto, si è detto “profondamente deluso”, in quanto ritiene che i primi 2 Paesi dei Balcani occidentali dovrebbero essere ammessi entro il 2022. Secondo Szijjarto, la data del 2025 è troppo in là nel tempo, e i due Stati meritano una via più veloce per essere integrati nell’Unione Europea. La loro ammissione, secondo il ministro, aiuterebbe a sanare le tensioni con gli Stati vicini.

Anche la Polonia, l’Italia e l’Austria sono a favore dell’entrata dei due Paesi nel blocco prima del 2025, considerato anche che la Russia e la Cina hanno mostrato interesse nell’area.

Tra gli Stati contro l’espansione a oriente dell’UE c’è la Germania, che ha altresì sottolineato le mancanze, per quanto riguarda lo stato di diritto, dei nuovi Paesi membri del blocco, tra i quali Romania, Bulgaria, Polonia e Ungheria. In un incontro tenutosi in Serbia, mercoledì 14 febbraio, tra il vice cancelliere e ministro degli Esteri tedesco, Sigmar Gabriel, e il presidente serbo, Aleksandar Vucic, l’autorità di Berlino ha affermato che la Germania è pronta a sostenere la Serbia nella promozione della stabilità regionale dei Balcani occidentali. Gabriel ha sottolineato che il Paese deve lavorare con i suoi vicini per alleviare le tensioni nell’area. Vucic ha svelato che durante l’incontro con il ministro tedesco, i due hanno parlato della stabilità regionale, di risolvere i problemi con le autorità di Pristina, in Kosovo e dei capitoli 23 e 24 relativi allo stato di diritto, alla magistratura e alla libertà di espressione della Carta dell’Unione Europea.

Il ministro degli Esteri sloveno, Karl Erjavec, ha dichiarato che il 2025 è una data troppo vicina e non realistica, in quanto i governi dei Balcani occidentali avranno bisogno di molto più tempo per gestire la situazione interna e soddisfare i criteri obbligatori richiesti dall’Unione Europea per entrarne a fare parte, come ha ricordato il ministro francese, Jean-Yves Le Drian.

I ministri degli Esteri europei si erano riuniti a Sofia per un meeting della durata di due giorni, durante il quale avevano altresì discusso la questione della Siria, riaffermando il loro sostegno all’inviato speciale dell’Onu nel Paese, Staffan de Mistura, che sta facendo da intermediario per trovare una soluzione politica al conflitto nell’area. Le autorità hanno parlato anche delle strategie di sicurezza e difesa e della questione della Corea del Nord.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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