Turchia: ergastolo a 6 giornalisti coinvolti nel golpe del 2016

Pubblicato il 17 febbraio 2018 alle 9:20 in Medio Oriente Turchia

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Un tribunale turco ha condannato all’ergastolo 6 giornalisti,  in relazione al fallito colpo di stato del 15 luglio 2016.

La Turchia ha accusato 6 persone di aver tentato di rovesciare l’ordine costituzionale e di avere contatti con il movimento guidato da Fethullah Gulen, un uomo in esilio, di religione musulmana, ritenuto da Ankara il responsabile del golpe del 2016. Gulen, che vive negli Stati Uniti, ha respinto tutte le accuse. La Turchia ha altresì dichiarato che i giornalisti avrebbero inviato “messaggi subliminali” durante le loro apparizioni in televisioni o mediante i loro articoli sui giornali, sostenendo la necessità di rovesciare il governo.

Tra le persone condannate venerdì 16 febbraio a Istanbul, figurano Ahmet Altan, l’ex editore del quotidiano turco Taraf, suo fratello, il giornalista e accademico Mehmet Altan, e la famosa giornalista turca Nazli Ilicak, che è stata la prima ad essere arrestata a luglio dopo il tentativo di colpo di stato. Gli altri condannati sono Yakup Sismek, un ex manager del quotidiano Zaman, affiliato a Gulen, il designer di Zaman, Fevzi Yazici, e Sukru Tugrul Ozsengul, un istruttore di polizia. Tutti gli imputati hanno respinto le accuse.

L’inviato speciale delle Nazioni Unite per la libertà di opinione e di espressione, David Kaye, ha dichiarato che la decisione del tribunale di condannare gli uomini, senza garantire un processo giusto e senza presentare prove sostanziali che essi siano effettivamente coinvolti nel colpo di stato, è una minaccia al giornalismo e alla libertà di stampa e di espressione in Turchia.

Il 15 luglio 2016, una parte delle forze armate turche mise in atto un golpe militare per rovesciare il presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, e prendere il controllo del Paese. Nella notte tra il 15 e il 16 luglio, i golpisti occuparono alcune aree ad Ankara e a Istanbul, senza però riuscire nel loro intento. Il 16 luglio 2016, infatti, il colpo di stato venne dichiarato fallito.

In seguito agli avvenimenti, la Turchia aveva incarcerato più di 50 mila persone e ne aveva licenziato sommariamente 150 mila, compresi giornalisti, accademici, insegnanti, civili e agenti della polizia, con l’accusa di essere affiliati al movimento di Gulen. Secondo i dati dell’European Centre for Press and Media Freedom, circa 150 giornalisti sono trattenuti nel Paese dagli avvenimenti del luglio 2016. Il quotidiano turco Anadoulu ha riportato che il fallito golpe aveva causato 250 vittime, ferendo 2200 persone.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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