Hezbollah: Stati Uniti accettino richieste libanesi riguardo Israele

Pubblicato il 17 febbraio 2018 alle 16:21 in Israele Libano

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Il partito libanese Hezbollah ha intimato agli Stati Uniti di accettare le richieste del governo del Libano in merito alla disputa sui confini con Israele, e si è detto pronto, se necessario, ad agire contro Israele.

Sayyed Hassan Nasrallah, il leader di Hezbollah – gruppo politico e militare libanese di stampo sciita sostenuto dall’Iran – ha preso la parola durante un raduno trasmesso dall’emittente nazionale in occasione della commemorazione di alcuni comandanti di alto rango del Paese, tra cui l’ex capo dell’esercito Imad Moughniyah, uno dei fondatori di Hezbollah, ucciso il 12 febbraio 2008 in un’esplosione a Damasco. In tale cerimonia, Nasrallah ha affermato che il Libano deve mantenere una posizione salda e rigida, e che se gli americani verranno a chiedere al Paese di comportarsi responsabilmente, di modo che Washington possa farsi garante della pace e “tenga a bada Israele contro il Libano”, per contro il governo libanese dovrà rispondere agli Stati Uniti che è Washington a dover accettare le richieste del Libano, di modo che le autorità del Paese tengano a bada Hezbollah contro gli Stati Uniti. Secondo quanto affermato da Nasrallah, il principale problema attuale in gioco tra Libano e Israele è la disputa delle acque contese. A suo dire, nella battaglia per petrolio e gas naturale, l’unico potere in mano al governo libanese è la resistenza. L’esercito del Paese non può infatti fermare Israele in questo ambito, poiché gli Stati Uniti – alleato principale di Israele ma anche sostenitore delle forze armate libanesi – si intrometterebbero nella questione tra i due Stati mediorientali.

Nella giornata di venerdì 16 febbraio, alcuni diplomatici nordamericani si sono occupati della mediazione tra Libano e Israele, in seguito all’esplosione di tensioni per via di una disputa su un muro di frontiera che Israele sta costruendo al confine, e per via della decisione libanese di ricercare giacimenti energetici a largo in una zona marittima contesa tra i due Paesi. Precedentemente, nella medesima giornata, un portavoce parlamentare del Libano, Nabih Berri, ha riferito agli inviati americani che il suo Paese intende respingere le proposte statunitensi in merito alla disputa per i confini marittimi con il vicino Israele.

Il 5 febbraio, il Libano ha accusato Israele di violare la sovranità nazionale, attraverso la costruzione di un muro di confine tra i due Paesi. In un comunicato risalente a tale data, l’esercito libanese ha dichiarato: “Dopo aver riesaminato la questione del muro, che ha intenzione di costruire il nemico israeliano, la parte libanese ha confermato la posizione del governo, ovvero il rifiuto della costruzione di questo muro, che viola la sovranità nazionale”.

Hezbollah, che in arabo significa Partito di Dio, è un’organizzazione militare libanese nata nel giugno del 1982 come movimento di resistenza contro l’occupazione israeliana del Libano meridionale, ed è rimasta in cattivi rapporti con Israele fino al presente, nonostante l’ultimo conflitto armato tra le due parti risalga al secondo conflitto israelo-libanese, scoppiato il 12 luglio 2006 e terminato il 14 agosto dello stesso anno. In anni più recenti, i jet israeliano hanno a più riprese bersagliato e colpito depositi di armamenti di Hezbollah in Siria, dove il gruppo combatte in supporto del presidente siriano, Bashar al-Assad.

Dopo la sua creazione, Hezbollah ha gradualmente assunto il carattere di un vero e proprio partito politico sciita del Libano, e grazie al supporto iraniano, la forza dell’ala paramilitare di Hezbollah è cresciuta negli anni a tal punto che è oggi considerata più potente delle regolari forze armate del Paese.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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