Europa: aumenta il rischio di terrorismo nel 2018

Pubblicato il 17 febbraio 2018 alle 6:01 in Europa

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I Paesi europei potrebbero assistere a un aumento del rischio di terrorismo nel 2018, a causa del ritorno dei combattenti dell’ISIS, che sono stati addestrati e formati in Siria e in Iraq.

Secondo un report pubblicato dalla società inglese IHS Markit, gli estremisti costituiranno la principale minaccia in Europa nel 2018, per due motivi principali. Il primo motivo è costituito dal fatto che, in seguito alla sconfitta dell’organizzazione in Siria e in Iraq, le operazioni internazionali diventeranno sempre più importanti per l’ISIS. In questo contesto, l’utilizzo di droni armati e di autobombe tecnologiche rappresenterebbero un pericolo da non sottovalutare, nonostante la principale minaccia continuerebbe a essere costituita da operazioni terroristiche a basso livello tecnologico. È probabile anche che continueranno gli attacchi di “bassa capacità”, inclusi l’uso di ordigni esplosivi improvvisati, attacchi con camion e furgoni presi in prestito o rubati e con coltelli e piccole armi.

Il secondo motivo per cui il ritorno dei foreign fighters costituirà una grave minaccia per l’Europa nel 2018 è il fatto che i soldati dell’ISIS porteranno “capacità, rigore ideologico e aggiungeranno estremismo” alle reti radicali già esistenti nel continente.

In merito alla questione si è espresso anche un analista della società inglese IHS Markit, Otso Iho, il quale ha dichiarato: “Nei prossimi 5-10 anni, i Paesi europei affronteranno un’elevata minaccia terroristica posta dai detenuti radicalizzati, dai foreign fighters tornati e da altre persone che hanno collegamenti diretti con l’eredità dell’ISIS” e ha aggiunto: “I foreign fighters che ritornano in Europa forniranno capacità fondamentali che aiuteranno un numero crescente di reti estremiste a condurre attacchi più complessi. Queste capacità includono la costruzione di ordigni esplosivi improvvisati, competenze nelle armi d’assalto e l’uso di nuovi tipi di armi o di tecnologie, come i droni. Se queste armi verranno utilizzate in Europa, questo rappresenterà un notevole incremento nel livello della minaccia”.

Stando a quanto riferito dal report, sarebbero già stati rilevati alcuni indicatori che dimostrerebbero che alcune cellule avrebbero già tentato di adottare questi metodi, tra i quali vi sarebbero i responsabili dell’attacco di Barcellona dell’agosto 2017. Il 17 agosto un furgoncino bianco si era lanciato sulla folla all’altezza di Plaça de Catalunya, sulla Rambla, la principale arteria turistica di Barcellona, uccidendo 13 persone e ferendone almeno altre 100. Il giorno seguente, attorno all’una del mattino, un’auto con 5 persone a bordo aveva tentato di investire la gente che affollava il lungomare di Cambrils, nota località turistica in provincia di Tarragona, 120 km a sud di Barcellona. Una donna è morta e altre 5 persone erano rimaste ferite. Gli attentatori erano stati uccisi dai Mossos d’Esquadra, la polizia regionale catalana, prima di portare a termine l’attentato.

Il documento rivela anche che la minaccia non verrebbe solo dai terroristi che compiono attacchi una volta tornati dal Medio Oriente, ma anche dal crescente numero di estremisti che si trovano nelle prigioni europee, i quali potrebbero aggravare il rischio di radicalizzazione tra i detenuti. A ciò si aggiunga che molti di coloro che si trovano in prigione per aver fornito supporto a gruppi come lo Stato Islamico negli ultimi due anni, probabilmente verranno rilasciati tra il 2019 e il 2023.

In tale contesto, dunque, i servizi segreti europei dovranno monitorare in modo adeguato una combinazione di fattori, ovvero il ritorno dei foreign fighters, il crescente numero di reti terroristiche radicalizzate in Europa e i rischi di radicalizzazione associati all’aumento dell’estremismo nelle prigioni.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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