Conferenza di Monaco: UK, Brexit e sicurezza

Pubblicato il 17 febbraio 2018 alle 20:22 in Europa UK

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Durante la seconda giornata della Conferenza di Monaco sulla sicurezza, il premier inglese, Theresa May, ha esposto la volontà di stipulare un trattato post-Brexit sulla sicurezza con l’Unione Europea nel 2019.

In un discorso tenuto da May sabato 17 febbraio, dinanzi ai leader e ai diplomatici riuniti a Monaco in occasione della Conferenza di Monaco sulla sicurezza, iniziata venerdì 16 febbraio, la premier ha promesso che Londra continuerà a guidare missioni militari e condividere informazioni di intelligence con l’Unione Europea, questo se Bruxelles acconsentirà a firmare un patto apposito vigente dal 2019, anno in cui è prevista la scissione definitiva della Gran Bretagna dal blocco dell’Unione.

Il diplomatico tedesco Wolfgang Ischinger, organizzatore dell’evento, ha commentato che la situazione sarebbe stata molto più semplice se l’Inghilterra fosse rimasta nel blocco, ricevendo un sentito applauso della platea. Al commento May ha risposto con chiarezza, ribadendo che il Regno Unito sta lasciando l’Unione Europea e che non c’è spazio per un secondo referendum né per tornare sui propri passi. A tale replica, il primo ministro inglese ha aggiunto che adesso intende creare un partenariato con l’UE per congiungere gli sforzi e garantire un approccio efficace che realizzi gli interessi condivisi.

Jean-Claude Juncker, il presidente della Commissione europea, ha applaudito il progetto sulla sicurezza condivisa di May, aggiungendo che la tematica merita di essere separata dal restante dibattito sulla Brexit e trattata in modo autonomo. Anche il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha accolto positivamente l’idea di una stretta cooperazione tra Regno Unito e Unione Europea all’indomani della Brexit. D’altro canto il suo predecessore, Anders Fogh Rasmussen, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che a suo avviso la scadenza fissata al 2019 per un trattato del genere è del tutto irrealistica. Un diplomatico statunitense ha commentato l’incontro dicendo che per quanto tutti sappiano quale sia l’obiettivo, non è certo che si tratti della strada giusta da percorrere.

Il ministro dell’Interno britannico, Amber Rudd, nel processo della Brexit aveva messo in guardia l’UE circa la possibilità che il Regno Unito “portasse via con sé le proprie informazioni” di intelligence nel processo di distaccamento dall’Unione. La Gran Bretagna è uno dei maggiori utilizzatori delle informazioni condivise dall’Europol, l’agenzia dell’Unione Europea finalizzata alla lotta al crimine, e alcuni critici hanno ribattuto che la fine di una cooperazione in tema di sicurezza si abbatterebbe in modo ben più grave sulla stessa Gran Bretagna, in quanto la renderebbe maggiormente esposta e impreparata alle minacce jihadiste.

Un alto funzionario dell’Unione Europea ha risposto al discorso di May spiegando che il premier britannico dovrà depositare un documento ufficiale e dettagliato contenente le idee e i progetti precisi introdotti durante la conferenza, e rimettere quindi il processo negoziale tra UE e UK alle autorità preposte. Egli ha poi concluso che per quanto anche il blocco europeo desideri un nuovo trattato sulla sicurezza con il Regno Unito, ciò non può essere affrontato prima di aver raggiunto gli ultimi accordi su altre tematiche relative alla Brexit. Ciò dicendo, il funzionario ha fatto riferimento alla determinazione degli accordi di tipo commerciale ed economico che Londra deve definire in merito al suo nuovo status di Paese non comunitario. Su tale tematica verterà il summit europeo previsto a Bruxelles il 22 e 23 marzo prossimi.

Ai lavori della 54esima edizione della Conferenza di Monaco – il più grande evento dedicato alla sicurezza e alle politiche di difesa a livello mondiale –  che termineranno il 18 febbraio, stanno prendendo parte i capi di Stato di 21 Paesi, oltre 80 ministri degli Esteri e della Difesa e decine di capi della sicurezza.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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