Togo: fissati colloqui tra governo e opposizione

Pubblicato il 16 febbraio 2018 alle 9:30 in Africa Togo

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Dopo mesi di proteste, il presidente del Togo, Faure Gnassingbe, ha annunciato che intratterrà colloqui con i partiti di opposizione per cercare di risolvere la crisi politica.

I disordini nel Paese africano sono iniziati nel mese di agosto 2017, quando manifestanti hanno invaso le vie delle città chiedendo una riforma costituzionale per limitare la durata del mandato presidenziale, dal momento che Gnassingbe è in carica dal 4 maggio 2005. Nel corso del tempo, tuttavia, la popolazione ha cominciato a chiedere la sostituzione del leader per porre fine alla leadership della sua famiglia, al potere dal 1967. Fino al 2005 governò Eyadema Fnassingbe, padre di Faure, il quale rimosse il limite dei tre rinnovi del mandato presidenziale, facendo divenire la propria famiglia la dinastia più antica dell’Africa. Sono numerosi gli ufficiali del Togo i quali sostengono che i futuri colloqui non porteranno a niente.

Lo scorso settembre il governo di Lomè aveva cercato di soddisfare alcune domande dei manifestanti, rilasciando alcuni prigionieri e proponendo un referendum per reintrodurre il limite a tre mandati presidenziali. Tuttavia, tali proposte non hanno riscontrato un supporto sufficiente alla loro adozione, così che, potenzialmente, il presidente potrebbe continuare a governare fino al 2030. La comunità interazionale e, in particolare, l’Unione Africana, hanno esercitato molta pressione sul entrambe le parti, affinché concordassero di colloquiare per cercare di porre fine alle proteste. Ad avviso degli ufficiali togolesi, i Paesi stranieri dovrebbero offrirsi come garanti delle decisioni che verranno pèrese nel corso dei colloqui tra governo e opposizione.

Il Togo è un Paese dell’Africa occidentale che, per anni, è stato criticato a causa delle violazioni dei diritti umani perpetrati dalle sue autorità. Da quando ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia nel 1960, il Togo ha sempre faticato a costruire un’economia stabile. Nel corso del tempo, è divenuto un territorio di transito per i trafficanti di avorio della regione e, nonostante sia uno dei cinque principali produttori di fosfato al mondo, il Paese africano rimane dipendente in larga parte dagli aiuti stranieri.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.