Siria: 5 russi uccisi dai raid americani

Pubblicato il 16 febbraio 2018 alle 14:34 in Russia USA e Canada

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Cinque cittadini russi sono stati uccisi nei raid della coalizione internazionale, a guida americana, che aveva colpito le forze del governo del presidente siriano, Bashar Al-Assad, tra il 7 e l’8 febbraio.

Giovedì 15 febbraio, la portavoce del ministro degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che le vittime non sarebbero soldati russi e ha aggiunto: “Probabilmente stiamo parlando della morte di 5 persone, presumibilmente cittadini della Federazione russa. Altri sono rimasti feriti. Tutto ciò richiede verifiche, in particolare la loro cittadinanza. Non stiamo parlando di soldati russi”.

Al momento dell’attacco, il Ministero della Difesa russa aveva affermato che non vi sarebbero stati uomini delle forze armate russe nel governatorato di Deir Ezzor. Secondo quanto riferito dal quotidiano Al-Monitor, in Siria sarebbero presenti numerosi cittadini russi, che starebbero combattendo come mercenari per una società militare privata, il Wagner Group. In merito a tale questione, la portavoce del ministro degli Esteri ha affermato: “Nelle zone di conflitto ci sono cittadini che provengono da tutte le parti del mondo, tra cui la Russia. È molto difficile monitorarli e controllare cosa stanno facendo”.

Le dichiarazioni della Zakharova sono giunte in risposta alla diffusione della notizia della morte di almeno 300 mercenari russi negli scontri con le forze della coalizione, informazione che la portavoce ha definito “la classica disinformazione diffusa dalle forze contro il governo”.

Tra il 7 e l’8 febbraio, le forze dell’opposizione siriana, in coordinamento con la coalizione internazionale, a guida americana, avevano condotto un attacco contro le truppe fedeli al governo dai Al-Assad, causando la morte di più di 100 soldati. Secondo quanto riferito dallo United States Central Command (CENTCOM), si sarebbe trattato di un attacco difensivo, condotto in risposta all’aggressione di una postazione delle Syrian Democratic Forces, alleate della coalizione, situata nel governatorato di Deir Ezzor. In merito all’episodio, un funzionario americano, che aveva preferito rimanere anonimo aveva dichiarato che “gli ufficiali della coalizione sono sempre stati in contatto regolare con le controparti russe prima, durante e dopo l’attacco”. Da parte sua, il governo siriano aveva condannato l’attacco delle truppe americane, definendolo un “crimine di guerra” e rinnovando l’invito a “sciogliere questa coalizione illegittima”.

Al momento, nel governatorato di Deir Ezzor, il fiume Eufrate funge da divisorio naturale tra le postazioni delle Syrian Democratic Forces e quelle delle forze del regime di Al-Assad, sostenute dalla Russia. Secondo quanto stabilito dalle due parti in un accordo verbale, le milizie curde combattono contro lo Stato Islamico dal lato orientale del fiume Eufrate, mentre le forze di Al-Assad da quello occidentale.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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