Arunachal Pradesh: confine conteso tra India e Cina

Pubblicato il 16 febbraio 2018 alle 7:44 in Cina India

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Il premier indiano, Narendra Modi, sta effettuando un tour delle province nord-orientali del Paese. Durante tali visite, giovedì 15 febbraio, ha visitato anche Arunachal Pradesh, regione remota contesa con la Cina. Attualmente il territorio è compreso nello Stato indiano, tuttavia i cinesi lo rivendicano dal 1962 come regione del Tibet del Sud. “La posizione cinese sulla questione dei confini è molto chiara. Il governo della Repubblica Popolare non ha mai riconosciuto l’esistenza della regione di Arunachal Pradesh e quindi si oppone fermamente alla visita del primo ministro Modi in tale area contesa”, ha affermato il portavoce del Ministero degli Affari Esteri cinese, Geng Shuang.

La disputa sui confini tra India e Cina riguarda due aree distinte e separate. La prima è su Aksai Chin, una zona quasi disabitata di 37.000 kmq, situata tra la regione indiana del Kashmir e la provincia cinese dello Xinjiang. La seconda, invece, riguarda la regione collinare di Arunachal Pradesh, abitata da poco più di 1 milione di abitanti su un’estensione di 84.000 kmq.

Secondo gli indiani, i confini sono stati stabiliti all’inizio del XX secolo tra l’India britannica e le autorità semi-indipendenti dello Xinjiang e del Tibet. Secondo i cinesi, invece, tale accordo non ha mai avuto luogo. Oltre al carattere storico della disputa, si aggiunge il mancato accordo nella creazione di una Line of Actual Control per separare le giurisdizioni sotto il controllo dei due eserciti. Le divergenze sulla Line of Actual Control riguardano solo pochi metri in alcuni punti e arrivano fino a qualche decina di km in altri. Per cercare di ridurre il rischio di tensioni su tali confini, è stato istituito un Border Defence Cooperation Agreement. Questo definisce le norme di comportamento da tenere per le forze armate di entrambi i Paesi che pattugliano i confini. Lo scontro diretto viene vietato e nessuno dei due Paesi può costruire un campo permanente in tali territori contesi.

I primi passi verso la creazione di un dialogo al vertice per risolvere la questione risalgono al 1981. Nel dicembre 2017 si è tenuto il ventesimo round di negoziazioni tra il National Security Advisor indiano, Ajit Doval, e il Consigliere di Stato cinese, Yang Jiechi. Ciò che frena entrambi i Paesi nel raggiungimento di un’intesa definitiva è la presenza di un forte nazionalismo, alimentato dai social media. Secondo le opinioni pubbliche dei due Stati, cedere sulla questione territoriale equivarrebbe ad una perdita di credibilità sia a livello interno sia a livello internazionale.

“Le relazioni tra India e Cina stanno toccando un punto molto basso. È fondamentale la ripresa di un dialogo efficace per risolvere la questione e recuperare la fiducia reciproca. Nessuno dei due Paesi potrebbe affrontare uno scontro diretto senza subire gravi danni”, ha sottolineato, tuttavia, Sun Shihai, ricercatore presso l’Accademia Cinese di Scienze Sociali.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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