Shanghai Cooperation Organization: prossimo summit a giugno a Qingdao

Pubblicato il 15 febbraio 2018 alle 9:16 in Asia Cina

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La città di Qingdao, nella provincia costiera dello Shandong, ospiterà a giugno il summit della Shangai Cooperation Organization (SCO). Si tratta di un evento rilevante per la gestione dei rapporti tra i Paesi confinanti con la Cina. Tale organizzazione è divenuta operativa il 19 settembre 2003, a seguito della ratifica della Statuto, e comprende attualmente 8 Stati membri, quali Cina, India, Russia, Pakistan, Kazakhistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. Gli obiettivi principali della SCO riguardano la promozione di politiche di cooperazione tra gli Stati membri, il rafforzamento della fiducia reciproca, lo stabilimento di un nuovo ordine internazionale in ambito economico e il mantenimento della pace e della stabilità nella regione.

La Cina è decisa a fare di tale summit un successo. “Lavoreremo con gli altri Paesi al fine di migliorare lo sviluppo dell’organizzazione”, ha affermato il portavoce del Ministero degli Affari Esteri cinese, Geng Shuang. La scelta della città di Qingdao per ospitare l’incontro, inoltre, non è casuale. Situata lungo la costa settentrionale del Mar Giallo, è collegata all’Europa via terra tramite ferrovie e via mare agli altri Stati. Per le sue caratteristiche, rappresenta uno dei principali snodi del progetto cinese “One Belt One Road” e riflette le ambizioni geopolitiche cinesi dell’immediato futuro. “L’obiettivo del Summit 2018 consisterà nella promozione della cooperazione regionale e nella creazione di un maggior consensus tra la Cina e i Paesi confinanti”, ha dichiarato il Ministro degli Esteri cinese, Wang Yi.

Una delle principali novità del summit consisterà nella partecipazione del futuro presidente della Russia. Sebbene l’attuale leader, Vladir Putin, sia uno dei candidati per le elezioni presidenziali di marzo, la sua riconferma non è automatica e un nuovo capo di Stato potrebbe modificare l’impostazione dei rapporti bilaterali tra i due Paesi. Storicamente legati dall’ideologia comunista nella seconda metà del’900, a seguito della caduta dell’Unione Sovietica, Mosca e Pechino hanno sviluppato una nuova forma di partnership, elaborata nel Treaty of Good-Neighborliness and Friendly Cooperation, firmato nel 2001 con durata ventennale. Entrambi i Paesi, inoltre, sono stati promotori dell’iniziativa che ha portato alla realizzazione della Shangai Cooperation Organization.

Secondo quanto affermato da Michal Lubina, assistente professore all’Università Jagiellonian di Cracovia, la relazione tra i due Stati è positiva, nonostante la sua asimmetria a seguito degli attuali equilibri internazionali. Entrambi gli Stati si supportano sulla scena mondiale e sono uniti da profondi legami commerciali che spaziano dal settore delle materie prime a quello delle armi. “Indipendentemente dal risultato elettorale di marzo, la Cina è pronta a collaborare con la Russia e a procedere nello sviluppo di legami sempre più proficui”, ha sottolineato il portavoce Geng.

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di Redazione

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