Giordania – Iraq: nuovo oleodotto tra Aqaba e Basra

Pubblicato il 8 febbraio 2018 alle 9:33 in Giordania Iraq

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La Giordania ha approvato un progetto che prevede la costruzione di un oleodotto per l’importazione di petrolio dalla città di Basra, situata nel sud dell’Iraq, verso il porto di Aqaba, che si trova nel territorio meridionale della Giordania.

Lunedì 5 febbraio, il Gabinetto giordano aveva approvato un accordo quadro, che dovrebbe essere firmato da entrambi i Paesi, il quale prevede la costruzione di un oleodotto per l’esportazione del greggio iracheno verso la Giordania, che, al contrario dell’Iraq, è povera di tale risorsa.

Secondo quanto riferito dal portavoce del governo, Mohammed Momani, l’oleodotto, che si estenderà per la lunghezza di 1.700 km, era stato già ideato nel 2013 e richiederebbe un investimento di 18 miliardi di dollari. Il progetto era poi stato accantonato a causa della nascita dello Stato Islamico, avvenuta il 29 giugno 2014, il quale aveva preso il controllo di circa un terzo dell’Iraq. Al momento, non sono stati forniti ulteriori dettagli in merito al progetto e alla tempistica per la sua realizzazione.

Il progetto mira a conciliare le esigenze di entrambi i Paesi. Da un lato vi è la Giordania, un Paese povero di risorse energetiche, che importa circa il 98% dell’energia necessaria per soddisfare i bisogni nazionali. Al momento, le importazioni di petrolio provengono, per la maggior parte, dall’Arabia Saudita. Amman sta lavorando per realizzare un progetto di investimento che dovrebbe rendere lo Stato sempre più indipendente dalle importazioni a livello energetico. In questo contesto, la Giordania sta investendo molto sulle energie rinnovabili. Il 16 gennaio, l’International Finance Corporation (IFC), un membro del World Bank Group, aveva pianificato un finanziamento di 188 milioni di dollari, destinato a finanziare il più grande impianto fotovoltaico della Giordania.

Dall’altro lato vi è l’Iraq, un Paese distrutto dalla guerra, ma ricco di petrolio, che punta sulla produzione e l’esportazione del greggio per poter ricostruire la nazione, dopo la sconfitta dello Stato Islamico, annunciata ufficialmente il 9 dicembre 2017. In questo contesto, il 29 gennaio, Baghdad aveva annunciato che avrebbe costruito una nuova raffineria di petrolio nella città di Al-Faw, situata nel governatorato di Basra, con l’aiuto di due società cinesi. In tale occasione, il Paese aveva altresì svelato di stare cercando investitori per la costruzione di altre 3 raffinerie a Nassiria, nel sud dell’Iraq, nel governatorato di Al-Anbar, e nella città di Al-Qaraya, situata nel nord del Paese, vicina a Mosul.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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