Maldive: presidente dichiara stato di emergenza

Pubblicato il 6 febbraio 2018 alle 12:03 in Asia Maldive

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Il presidente delle Maldive, Abdulla Yameen, ha dichiarato lo stato di emergenza nell’arcipelago dell’Oceano Indiano, lunedì 5 febbraio. Subito dopo, le forze di sicurezza locali hanno arrestato i giudici Abdulla Saeed e Ali Hameed e un leader dell’opposizione, mettendo sotto assedio l’edificio della Corte Suprema.

Nel corso dell’annuncio televisivo, il ministro degli Affari legali, Azima Shakoor, ha spiegato che lo stato di emergenza è stato imposto in risposta ad una decisione emessa dalla Corte Suprema, il primo febbraio, contraria all’interesse pubblico e alla sicurezza nazionale. Tale decisione imponeva il rilascio di 9 oppositori politici che erano stati condannati in precedenza per terrorismo. Oltre ai giudici, il 5 febbraio, la polizia ha arrestato anche il fratellastro ed ex presidente Maumoon Abdul Gayoom, membro dell’opposizione politica. L’ottantenne Gayoom, che governò il Paese per 30 anni, fino al 2008, data delle prime elezioni democratiche, è stato prelevato presso la propria abitazione di Male, intorno alla mezzanotte del 5 febbraio. Prima di essere arrestato dagli agenti, l’ex leader aveva pubblicato un video su Twitter, in cui affermava di essere innocente.

Un altro ex presidente delle Maldive in esilio, Mohamed Nasheed, ha definito lo stato di emergenza equivalente all’imposizione della legge marziale. “La decisione di Yamee è incostituzionale e illegale, nessuno dovrebbe eseguire tale ordine”, ha riferito l’ex leader in un comunicato. Nasheed ha altresì chiesto all’India di mandare un inviato, scortato da soldati, per chiedere al leader dello Stato-arcipelago di rilasciare i prigionieri politici. L’opposizione ha esortato la comunità internazionale ad intervenire contro le mosse del presidente delle Maldive, così che l’Onu, l’Unione Europea e diversi altri governi stranieri, tra cui l’India, gli Stati Uniti, l’Australia e il Regno Unito, hanno chiesto a Yameen a rispettare la decisione della Corte Suprema, affermando che deve osservare la legge, la libertà di espressione e le istituzioni democratiche.

Il centro politico delle Maldive, arcipelago composto da 26 atolli e 1.992 isole, si concentra nella capitale Male, dove hanno sede tutte le principali istituzioni. Con i loro 400.0000 abitanti, le Maldive sono state coinvolte in una disputa territoriale per l’influenza del Paese tra India, con cui hanno legami politici e di sicurezza consolidati, e la Cina, che ha aperto un’ambasciata locale nel 2011 e ha offerto il suo supporto tecnico e finanziario per la costruzione di infrastrutture nel Paese. Oltre alle controversie politiche, l’isola a maggioranza musulmana deve confrontarsi anche con altri problemi, come il numero crescente di giovani radicalizzati che si sono arruolati per combattere a fianco del gruppo di militanti dello Stato islamico in Medio Oriente.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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