Qatar: Arabia Saudita ed Emirati Arabi ci volevano invadere

Pubblicato il 4 febbraio 2018 alle 12:02 in Medio Oriente Qatar

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L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti avevano progettato di invadere il Qatar durante lo scoppio della crisi diplomatica avvenuta a giugno 2017; a riferirlo è il ministro della Difesa del Qatar.

Intervistato dal Washington Post, venerdì 2 febbraio, il ministro della Difesa qatariota, Khalid bin Mohammad al-Attiyah, ha affermato che i Paesi vicini nel Golfo hanno “fatto di tutto” per destabilizzare il Qatar, ma la loro risoluzione di invadere lo Stato è stata infine scoraggiata dal Qatar. Al-Attiyah ha spiegato che i due Paesi avevano intenzione di intervenire militarmente, e quando i giornalisti hanno chiesto al ministro qatariota se a suo avviso una simile minaccia sussista tuttora, egli ha risposto: “Abbiamo scoraggiato questo progetto, ma all’inizio della crisi, la loro intenzione era questa. Hanno cercato di provocare le tribù, hanno usato le moschee contro di noi. Infine, hanno cercato di rimpiazzare i nostri leader con dei burattini a loro affiliati”.

Al-Attiyah ha descritto l’inizio della crisi diplomatica orchestrata dal blocco a guida saudita come un’“imboscata” che non venne adeguatamente considerata. Il 5 giugno 2017, l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, l’Egitto e il Bahrein sospesero ogni relazione diplomatica con il Qatar e imposero un embargo via cielo, terra e mare, dopo aver accusato il Paese di incoraggiare “terrorismo” ed “estremismo”. Il Qatar ha fermamente respinto tali accuse.

Il ministro ha affermato che il Qatar è il solo Paese ad aver firmato un memorandum d’intesa con gli Stati Uniti per combattere il terrorismo dilagante nella regione, in particolar modo in Iraq, Afghanistan, e Siria. Al-Attiyah ha peraltro evidenziato la necessità di instaurare un dialogo aperto come strumento per porre fine alla crisi attualmente in corso. Quando il giornalista che lo intervistava ha chiesto al ministro di far luce sulle relazioni di Doha con il Paese rivale dell’Arabia Saudita, ossia l’Iran, al-Attiyah, facendo riferimento ai giacimenti petroliferi condivisi con Teheran, ha risposto che il Qatar ha intessuto e mantiene “relazioni amichevoli con chiunque”, aggiungendo che la sua nazione è responsabile del rifornimento di enormi capitali di energia a livello mondiale, e questo impone che il Qatar, per mantenere stabile il commercio energetico, deve evitare di farsi dei nemici.

Stando alle parole di al-Attiyah, il blocco a guida saudita aveva pianificato di rimpiazzare l’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, con un nuovo leader. Il ministro della Difesa del Qatar ha affermato che, nonostante poi il piano non sia andato a buon fine, il governo saudita aveva candidato “il proprio burattino”, ossia Sheikh Abdullah bin Ali Al Thani, parente di un ex emiro qatariota. Tuttavia il progetto è fallito perché, ha spiegato al-Attiyah, il popolo del Qatar ama il suo emiro.

Il 14 gennaio, Sheikh Abdullah aveva lanciato un appello filmato da una videocamera in cui affermava di essere stato preso prigioniero dagli Emirati Arabi Uniti, e argomentava che se gli fosse successo qualcosa di male, la responsabilità sarebbe stata di Sheikh Mohammed. Alcuni giorni dopo, l’uomo è stato portato in una struttura ospedaliera del Kuwait. Successivamente, si è scoperto da varie fonti che Sheikh Abdullah aveva minacciato di togliersi la vita.

Martedì 30 gennaio, nel corso di una visita a Washington, DC, al-Attiyah ha incontrato il segretario della Difesa americano, James Mattis, in occasione della prima sessione del Dialogo Strategico tra Qatar e Stati Uniti, che mira a rafforzare i legami tra i due Paesi nell’ambito della sicurezza. Nonostante Washington fosse inizialmente favorevole all’idea del boicottaggio nei confronti di Doha, la recente accoglienza americana del ministro qatariota è stata vista come un chiaro segnale dell’amministrazione Trump per far comprendere ai Paesi geograficamente vicini al Qatar, ossia gli Emirati Arabi e l’Arabia Saudita, che gli Stat Uniti non vedono più di buon occhio l’embargo lanciato contro il Paese a giugno 2017. Un funzionario americano di alto rango che si occupa di affari esteri ha affermato che il blocco al Qatar sta andando avanti da troppo tempo, e che l’amministrazione statunitense desidera che gli Stati del Golfo siano uniti nella lotta contro gli estremisti islamici e nello sforzo di contenere l’Iran e i suoi programmi missilistici e nucleari, invece di farsi la guerra gli uni contro gli altri.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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