Iran: il nuovo programma nucleare americano è una minaccia alla Russia

Pubblicato il 4 febbraio 2018 alle 17:55 in Iran USA e Canada

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L’Iran accusa gli Stati Uniti di minacciare la Russia con il loro nuovo programma nucleare, reso noto da un documento pubblicato da Washington nella giornata di venerdì.

Domenica 4 febbraio, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, durante un discorso ufficiale trasmesso in televisione, ha affermato che gli americani stanno impudentemente minacciando la Russia con la loro nuova arma atomica. Rouhani ha argomentato che proprio coloro che ostentano la loro avversione all’uso di armi di distruzione di massa, e che le considerano un crimine contro l’umanità, stanno adesso parlando di implementare nuove armi nucleari per minacciare i Paesi rivali e usarle contro di loro.

Precedentemente, il ministro degli Esteri, Mohammad Javad Zarif, ha pubblicato un twit in cui afferma che il documento divulgato dal governo costituisce un serio rischio e minaccia di “portare l’umanità al suo stesso annientamento”. Nel medesimo messaggio, Zarif ha scritto che il presidente americano, Donald Trump, nella sua ostinazione a voler “uccidere” il JCPOA – sigla del Joint Comprehensive Plan of Action, ossia l’accordo sul nucleare stipulato tra l’Iran e le maggiori potenze mondiali il 14 luglio del 2015 – sta perseguendo il medesimo effetto con “pericolosa imprudenza”.

Il documento divulgato venerdì 2 febbraio da Washington ha reso noto il recente progetto statunitense di espandere e sviluppare le proprie capacità nucleari per deterrere Paesi terzi. L’implementazione della linea strategica americana in merito al nucleare ha immediatamente agitato la Russia, che ha interpretato il documento come una provocazione nei suoi confronti. Il documento ha inoltre destato timori diffusi circa un imminente rischio di incomprensioni tra le due potenze mondiali. L’esercito americano si è recentemente dato come nuovo obiettivo una linea strategica difensiva che sposta gli interessi degli Stati Uniti dalla lotta allo Stato Islamico verso nuove priorità, tra cui in primo luogo il bilanciamento della potenza russa e di quella cinese, considerati due Paesi “revisionisti”. Stando a quanto riferito da alcuni ufficiali americani, con la mossa di venerdì 2 febbraio, il Pentagono mira a deterrere la Russia dall’uso di armi nucleari.

Trump, contrario al patto sul nucleare stipulato nel 2015 dall’amministrazione Obama, è fermamente convinto che si tratti del peggior accordo mai firmato dal suo Paese. Egli ha pertanto lanciato un appello ai Paesi firmatari affinché si incontrino per discutere importanti modifiche ai negoziati, e sistemare i “terribili errori” che hanno caratterizzato l’accordo iniziale. Il presidente americano ha affermato che è l’ultima volta che acconsente a sollevare le sanzioni gravanti sull’Iran, come da accordi internazionali previsti dal Joint Comprehensive Plan of Action. Se le sue richieste di modifica del patto non saranno accolte, gli Stati Uniti usciranno dall’accordo. L’ultimatum americano ha posto una forte pressione sui leader europei, che sono garanti e parti in causa dell’accordo firmato nel 2015 e finalizzato ad arginare il programma nucleare iraniano. Essi devono adesso decidere se accontentare o meno la richiesta di Trump, che richiede un accordo separato per rafforzare le rivendicazioni americane.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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