Russia, Lavrov: conflitto in Libia provocato da intervento NATO

Pubblicato il 1 febbraio 2018 alle 21:00 in NATO Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

“Il conflitto in Libia è stato provocato dall’intervento della NATO. La Russia si è sempre distinta per la risoluzione della situazione attraverso il dialogo”, ha dichiarato il ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov.

“Abbiamo fin da subito fatto degli sforzi enormi a livello internazionale per poter ristabilire l’ordine in Libia, ordine distrutto dagli interventi aggressivi della NATO, che costituiscono una violazione illegale della risoluzione del Consiglio di Sicurezza, che si è sempre espresso a favore del dialogo nazionale e il superamento di questa intollerabile situazione. Quando la Libia si è trasformata in uno Stato senza governo, dove sono arrivati i militanti del Sahel, è cominciato il contrabbando di armi, mentre al contempo in Europa è giunta un’ondata di migranti illegali senza precedenti, la quale ha creato enormi problemi per molti paesi europei, tra cui l’Italia”. Queste le parole del ministro degli Esteri russo a seguito dei colloqui con il suo omologo italiano, Angelino Alfano.

Dopo la caduta e l’uccisione nel 2011 di Muammar Gheddafi, la Libia sta attraversando un periodo di grande crisi. Nel paese si sono venuti a creare due poteri: a est, nella città di Tobruk, si riunisce il parlamento eletto, mentre a ovest, nella capitale Tripoli, ha sede il governo di consenso nazionale, formato con il sostegno delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea. Le autorità della parte orientale del paese, tuttavia, agiscono indipendentemente da Tripoli e collaborano con l’Esercito Nazionale Libico, comandato dal maresciallo Kalif Haftar che da tempo lotta contro gli islamisti radicali.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.