Karabach: l’Azerbaigian denuncia nuovi scontri

Pubblicato il 30 gennaio 2018 alle 14:29 in Asia Azerbaigian

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Le forze armate armene hanno violato il cessate il fuoco in Nagorno-Karabach aprendo il fuoco 116 volte con mitragliatrici pesanti contro posizioni dell’esercito azero lo scorso 28 gennaio. È quanto rende noto il Ministero della difesa dell’Azerbaigian.

Sotto attacco sarebbero alcune alture nei distretti azeri di Gazakh, Tovuz e Gedabey.

“Il nemico continua a bombardare le aree dell’Azerbaigian quotidianamente, violando l’accordo di cessate il fuoco” si legge nella nota della difesa di Baku riportata dall’edizione azera dell’agenzia di stampa russa Sputnik.

Il cessate il fuoco in Karabach è in vigore dal maggio 1994 e il suo rispetto è affidato al gruppo di Minsk, composto da Francia, Russia e Stati Uniti, nel quadro di una missione OSCE.

Dalle posizioni situate nel distretto di Noyemberyan, nel villaggio di Paravakar e nelle regioni montagnose della regione di Ijevan, nei villaggi Mosesgeh, Chinari e dalle alture del rione di Berd e del rione di Krasnoselsky, sotto contro armeno, sono stati sparati colpi sulle posizioni azere nel villaggio di Kohnegyshlag nel rione di Agstafa, nei villaggi Ferehli, Mezem, Kemerli e Jafarli e sulle alture del rione di Gazakh, nei villaggi di Agdam, Kohanebi e su alcune zone montagnose del distretto di Tovuz.

Scontri di minore entità sono stati registrati in altri villaggi lungo la linea del cessate il fuoco. Né Baku né Erevan hanno al momento lamentato perdite.

L’Azerbaigian ha inoltre respinto ogni responsabilità per la morte del soldato di leva armeno Hovsep Grigoryan, rimasto ucciso per un colpo di arma da fuoco lo scorso 27 gennaio.

Grigoryan sarebbe morto a causa dell’errore di un commilitone, ora accusato di negligenza nell’uso delle armi, e non in seguito a scontri con le forze azere, secondo quanto riferisce anche il comitato investigativo armeno, citato dall’edizione armena di Sputnik.

Il militare che avrebbe fatto partire il colpo che ha ucciso Grigoryan, di cui non è stata ancora resa nota l’identità, è stato detenuto.

 

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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