Egitto: 85 arresti per omosessualità in 4 mesi

Pubblicato il 29 gennaio 2018 alle 6:04 in Africa Egitto

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La polizia egiziana ha arrestato 10 persone, accusate di “dissolutezza”, facendo aumentare a 85 il numero di civili arrestati per omosessualità, nel contesto di un giro di vite imposto dal governo nel settembre 2017.

Domenica 14 gennaio, la polizia egiziana ha arrestato 10 persone omosessuali nella città di Alessandria, situata nel nord dell’Egitto, accusate di “dissolutezza”, termine utilizzato dalle autorità egiziane in riferimento a chiunque sia sospettato di omosessualità. Secondo quanto riferito dall’organizzazione umanitaria, Human Rights Watch, il raid della polizia, che avrebbe portato all’arresto di queste persone, sarebbe stato condotto in seguito a una segnalazione, mentre questi uomini, definiti “strani”, stavano visitando un appartamento.

Con l’arresto del 14 gennaio il numero delle persone fermate con l’accusa di omosessualità sale a 85, di cui 40, molti dei quali sono stati sottoposti forzatamente a esami anali, sono stati condannati a pene detentive.

L’aumento del numero degli arresti con l’accusa di “dissolutezza” è aumentato in seguito al giro di vite imposto dal governo contro gli omosessuali dopo che, il 22 settembre 2017, durante un concerto che si era tenuto al Cairo, il gruppo libanese Mashrou’ Leila aveva sventolato la bandiera arcobaleno, simbolo dei diritti dei gay. In seguito all’evento, 70 persone erano state arrestate e più di 20 erano state condannate a una pena di detenzione, per un periodo compreso tra sei mesi e sei anni, a seconda del caso.

In tale contesto, il 25 ottobre 2017, un deputato egiziano, Riyad Abdel Sattar, aveva presentato al portavoce del Parlamento un progetto di legge che prevedeva l’estensione del periodo di prigionia per gli omosessuali fino a 5 anni e per i loro “sostenitori” fino a 3.

L’omosessualità non è illegale in Egitto, ma le discriminazioni sono all’ordine del giorno. I gay vengono spesso arrestati e accusati di dissolutezza, immoralità e blasfemia. Le persone fermate dalla polizia con tali accuse sono, nella maggior parte dei casi, omosessuali, transessuali e uomini considerati “effemminati”.

Da quando il presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, ha preso il potere, in seguito al colpo di stato che il 3 luglio 2013 aveva rovesciato il governo di Mohamed Morsi, almeno 232 persone sono state processate con l’accusa di “dissolutezza”, secondo i dati riportati dal report del novembre 2017, pubblicato dall’Egyptian Initiative for Personal Rights (EIPR), un’organizzazione umanitaria egiziana, dal titolo “Punishing sexual difference in Egypt”. Secondo il documento, nel periodo compreso tra l’ottobre 2013 e il marzo 2017, il numero totale di persone arrestate sarebbe stato di 232, una media di 66 persone all’anno, il cui picco è stato raggiunto nel 2017, in seguito al giro di vite imposto dal governo sugli omosessuali. Il numero risulta anche più alto se si considera che, nei 13 anni precedenti, dal 2000 al 2013, erano state messe in prigione 189 persone, una media di 14 persone all’anno.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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