Siria: conclusi i negoziati di Vienna

Pubblicato il 27 gennaio 2018 alle 18:53 in Medio Oriente Siria

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I negoziati di Vienna per la pace in Siria, che hanno portato al tavolo delle trattative il governo e l’opposizione del Paese, sono terminati, e l’Onu ha deciso di partecipare alla conferenza di pace in Russia, la settimana prossima.

Venerdì 26 gennaio, durante l’incontro a Vienna, Stati Uniti, Giordania, Gran Bretagna, Francia e Arabia Saudita, che avevano sostenuto la ribellione contro al-Assad, hanno proposto, in un documento, una serie di cambiamenti alle trattative di pace. I 5 Stati hanno consigliato all’inviato speciale dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura, di concentrare gli sforzi sulla riformazione della Costituzione e sulle elezioni in Siria,che verranno guidate delle Nazioni Unite e tenute in un ambiente neutrale. Inoltre, la proposta suggerisce a tutti i sostenitori esterni del processo politico di incoraggiare le delegazioni del governo e dell’opposizione siriana a impegnarsi nelle trattative, concentrandosi su questi argomenti e lasciando da parte, almeno per il momento, le altre problematiche. Il documento prevede altresì che tutte le forze armate straniere lascino il Paese prima delle elezioni e diluisce i poteri presidenziali a favore di un Parlamento più forte. Il rappresentante della delegazione del governo siriano, Bashar al-Jafari, ha respinto la proposta descrivendola come “totalmente inaccettabile”.

De Mistura ha dichiarato che il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, è stato aggiornato nella giornata di sabato 27 gennaio sugli esiti della conferenza di Vienna e ha deciso che sarà de Mistura stesso a partecipare alla conferenza di Sochi, in rappresentanza dell’Onu. La portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric, ha dichiarato che Guterres è sicuro che il Congresso darà un contributo fondamentale e riuscirà a ravvivare il processo di pace siriano.

Il 29 e il 30 gennaio, nella cittadina russa di Sochi, si terrà il Congresso per il Dialogo nazionale siriano, organizzato da Mosca, Ankara e Teheran. Alcune potenze occidentali e un certo numero di Stati arabi ritengono che la conferenza sia un tentativo di creare un processo di pace separato da quello sponsorizzato fino ad ora delle Nazioni Unite, favorendo una soluzione più adeguata ai desideri del presidente siriano, Bashad al-Assad, e dei suoi alleati, la Russia e l’Iran.

L’opposizione siriana ha dichiarato che non prenderà parte all’incontro di Sochi. Il portavoce della delegazione, Yahya al-Aridi, ha dichiarato che la decisione è stata presa poiché “il governo siriano e la Russia non hanno mostrato l’impegno necessario e la conferenza di Sochi è un tentativo di minare gli sforzi delle Nazioni Unite di sponsorizzare il processo di pace”. Al-Aridi ha aggiunto che l’incontro di Vienna avrebbe dovuto essere cruciale per dimostrare l’intenzione delle parti di porre fine alla guerra siriana, ma sia l’opposizione che l’Onu non hanno visto questo desiderio da parte del governo della Siria e dei suoi alleati.

Le Nazioni Unite hanno sponsorizzato 8 round di negoziati di pace a Ginevra sin dall’inizio della guerra in Siria, nel 2011. Tuttavia, gli incontri non hanno raggiunto i risultati attesi in quanto il governo siriano e l’opposizione non hanno favorito il processo di pace, rifiutandosi di prendere parte agli incontri, arrivando in ritardo alle riunioni e rifiutandosi di sedere allo stesso tavolo, costringendo de Mistura a spostarsi da una stanza all’altra per conferire con le due delegazioni. Il conflitto siriano ha ucciso migliaia di persone e costretto milioni a fuggire dal Paese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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