Iran: scontro tra Guardiani della Rivoluzione e militanti dell’ISIS

Pubblicato il 27 gennaio 2018 alle 15:09 in Iran Medio Oriente

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Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica iraniano si è scontrato con alcuni combattenti dello Stato Islamico nell’Iran occidentale.

Nella mattina di sabato 27 gennaio, i Guardiani della Rivoluzione hanno combattuto contro un gruppo di 21 militanti dell’ISIS, che avevano attraversato il confine occidentale del Paese; a riferirlo è il sito web ufficiale dei Guardiani della Rivoluzione, Sepah News. Il portale ha reso noto che i combattenti dello Stato Islamico sono stati sconfitti e posti sotto la sorveglianza del Corpo iraniano, a oggi uno dei più forti gruppi militari della repubblica islamica. L’aggiornamento di Sepah News ha divulgato l’arresto di molti dei militanti sconfitti, e l’uccisione e il ferimento di altri durante lo scontro armato; tuttavia, non viene fornito alcun dato inerente al numero di islamisti uccisi o catturati.

A giugno 2017, lo Stato Islamico ha attaccato sia il parlamento iraniano con sede a Teheran sia il mausoleo del fondatore della repubblica islamica iraniana, l’Ayatollah Ruhollah Khomeini. In tale occasione sono stati uccisi almeno 18 civili, e decine di persone sono state ferite. I perpetratori dell’attacco di giugno erano tutti curdi iraniani provenienti dalla regione curda a ovest del Paese, vicino alla frontiera con l’Iraq. Come risposta a tale offensiva, il 18 luglio 2017 i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno lanciato numerosi missili contro le basi dello Stato Islamico in Siria. Per quanto riguarda la linea strategica del corpo militare nei confronti della Siria, in un discorso tenuto il 23 novembre 2017, il maggiore generale Mohammad Ali Jafari, comandante delle milizie iraniane, ha dichiarato che le forze del Corpo delle guardie della rivoluzione iraniana sarebbero rimaste sul territorio siriano anche dopo la fine del conflitto, con l’obiettivo di svolgere un ruolo importante nella realizzazione di un “cessate il fuoco” permanente nel Paese. In questo senso,  l’Iran si è detto pronto ad aiutare a ricostruire la Siria e a realizzare un cessate il fuoco permanente nel territorio, e i Guardiani della Rivoluzione continuano a scontrarsi con i militanti dell’ISIS ancora operativi lungo i confini tra Siria e Iran.

Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica è un organo militare istituito in Iran dopo la rivoluzione islamica del 1979. Il gruppo è nato come milizia influenzata dalla fede ideologica verso la Guida suprema dell’Iran, detto anche guida spirituale, a cui i Guardiani hanno giurato assoluta fedeltà. Negli anni, l’organo dapprima solo militare ha via via ampliato il suo potere all’interno dello Stato, e allo stato attuale si occupa principalmente della sicurezza nazionale, essendo responsabile di sicurezza interna, controllo delle frontiere, attività di polizia e delle operazioni missilistiche. A oggi l’organo dispone di circa 120.000 uomini suddivisi in forze di terra, aeree e navali, e controlla anche alcune milizie volontarie chiamate basiji, in cui si arruolano i più giovani.
Recentemente, i Guardiani della Rivoluzione sono stati criticati in seguito alle accuse dell’organizzazione umanitaria Human Rights Watch. Secondo tale organizzazione, il corpo delle guardie della rivoluzione islamica iraniano ha reclutato bambini afghani dell’età di 14 anni, emigrati dal proprio Paese natale in Iran, con l’intento di farli combattere in Siria, a sostegno delle milizie delle forze del regime di Bashar Al-Assad, nella guerra civile iniziata il 15 marzo 2011 e tuttora in corso.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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