Mali: 26 morti al confine con il Burkina Faso

Pubblicato il 26 gennaio 2018 alle 17:22 in Africa Mali

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Ventisei persone sono state uccise e altre sono state ferite nell’esplosione di una mina, che ha colpito un veicolo passeggeri nel territorio centrale del Mali.

Secondo quanto riferito dal portavoce dell’esercito maliano, il colonnello Diarran Kone, giovedì 26 dicembre, il veicolo sarebbe passato sopra una mina, mentre stava attraversando il confine tra il Mali e il Burkina Faso. Si tratta di un territorio poco sicuro, nel quale sono molto attivi i militanti legati allo Stato Islamico. L’esplosione sarebbe avvenuta nel villaggio di Boni, non distante dalla città di Mopti, situata nel territorio centrale del Mali. Il bilancio delle vittime è di 26 persone e numerosi feriti.

La sicurezza del Mali è peggiorata da quanto, nel 2013, le forze francesi locali hanno respinto i ribelli islamisti e Tuareg dai territori a nord che erano stati occupati nel corso dell’anno precedente. Da allora, si verificano periodicamente attacchi. Inizialmente le azioni terroristiche erano concentrate nel deserto del nord ma, nel corso del tempo, si sono estese anche nel centro e nel sud del Paese. Al-Qaeda del Maghreb (AQIM) è attiva in Mali, dove ha compiuto un attentato, il 20 novembre 2015, contro un hotel di Bamako, in cui sono morte 20 persone. Da allora è stato indetto uno stato di emergenza, che è stato prolungato per sei mesi lo scorso aprile.

Negli ultimi 3 anni, i gruppi islamisti, attivi nel territorio desertico del nord del Mali, hanno raggiunto le regioni centrali del Paese, maggiormente popolate, e hanno sfruttato la situazione di instabilità per diffondere il jihad.

Il 12 gennaio, il Mali e il suo vicino occidentale, il Senegal, avevano annunciato che avrebbero schierato 1.000 truppe in un’operazione mirata a pacificare il territorio centrale del Mali. In questo contesto, l’ex capo di stato maggiore maliano, il generale M’Bemba Moussa Keita, aveva dichiarato che era stata organizzata un’operazione “per rendere sicura la regione centrale”. L’obiettivo sarebbe quello di permettere lo svolgimento delle elezioni, che si terranno nei mesi di luglio e di novembre, in sicurezza. Da parte sua, il portavoce dell’esercito senegalese, Abdoul Ndiaye, aveva affermato che le sue truppe sarebbero già state schierate per partecipare a tale operazione.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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