Afrin: i curdi chiedono l’intervento del governo siriano

Pubblicato il 26 gennaio 2018 alle 16:43 in Siria Turchia

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L’Amministrazione autonoma curda ha chiesto al governo siriano di intervenire per difendere i confini del territorio nazionale dalla campagna militare turca, che sta colpendo il distretto di Afrin, nel nord della Siria.

In un comunicato ufficiale, emanato sul sito internet dell’Amministrazione giovedì 25 gennaio, i curdi hanno “invitato il regime siriano a svolgere il proprio dovere in merito a Afrin e a difendere i confini tra la Turchia e la Siria dagli attacchi dei turchi, dal momento che non lo hanno svolto fino a ora, nonostante l’attacco fosse stato annunciato ufficialmente e ha esortato a dispiegare le forze del regime per rendere sicuri i confini del distretto di Afrin”.

Domenica 21 gennaio, in occasione di un incontro con il presidente del Consiglio strategico iraniano sulle relazioni esterne dell’Iran, Kamal Kharazi, il presidente siriano, Bashar Al-Assad, aveva condannato la campagna militare turca nel territorio siriano, definendola “parte del supporto di Ankara nei confronti dei gruppi estremisti”. Il presidente siriano faceva riferimento al fatto che le truppe turche stanno combattendo al fianco dell’Esercito siriano libero (Esl), una forza armata, costituitasi il 29 luglio 2011 e formata dai disertori dell’esercito siriano, che combatte le forze di Bashar al-Assad.

Il 23 gennaio, nel quarto giorno dell’operazione “Ramo d’Olivo”, il portavoce dell’Amministrazione autonoma curda, Rezan Hedo, aveva esortato anche i civili ad armarsi e a prendere parte agli scontri per difendere il proprio territorio.  

Durante i sette giorni di scontri nel territorio di Afrin, 14 persone, soldati dell’esercito turco e delle forze alleate dell’Esercito siriano libero, sono state uccise e 13 persone sono rimaste ferite, secondo i dati riportati dal Ministero della Salute turco venerdì 26 gennaio.

In un comunicato, emanato il 23 gennaio, il capo di stato maggiore turco, il generale Hulusi Akar, aveva riferito che almeno 260 combattenti delle Peolple’s Protection Units (YPG), del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) e dello Stato Islamico sarebbero state “neutralizzate” dalle truppe turche nei primi 4 giorni dell’operazione “Ramo d’Olivo”.  I militari turchi utilizzano il termine “neutralizzato” per indicare l’uccisione, la cattura o il ferimento dei nemici.

L’operazione “Ramo d’Olivo” era stata lanciata sabato 20 gennaio, al fine di creare, all’interno del territorio siriano, una “zona sicura” di 30 km. Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, aveva minacciato di colpire militarmente Afrin dopo che, domenica 14 gennaio, la coalizione internazionale, a guida americana, aveva annunciato di stare lavorando con i propri alleati siriani per istituire una nuova Forza di Sicurezza di Confine (BDF), composta da 30 mila persone, la metà delle quali sarebbero state veterani della Syrian Democratic Forces (SDF). Ankara ha definito tale programma “inaccettabile”, dal momento che la Turchia considera le Syrian Democratic Forces parte del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), un partito politico e paramilitare curdo attivo in Turchia e nel nord dell’Iraq e ritenuto illegale dalla Turchia. Il 15 gennaio, la Turchia aveva iniziato a potenziare le proprie truppe al confine con la Siria, inviando alcuni convogli militari nel territorio meridionale del Paese, al fine di “liberare il territorio dal terrorismo”.

Venerdì 26 gennaio, in occasione della riunione del partito al governo, il Justice and Development Party (AKP), che si è tenuto ad Ankara, il presidente turco ha ribadito che la campagna militare turca nel distretto di Afrin non costituisce un’occupazione del territorio siriano, ma una lotta contro i terroristi che si trovano nell’area. In tale senso, Erdogan ha dichiarato: “Non stiamo occupando Afrin. Al contrario, stiamo provando a renderlo un posto vivibile per i veri abitanti, mentre lo ripuliamo dai terroristi”.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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