UE toglie Panama dalla Lista Nera dei paradisi fiscali

Pubblicato il 25 gennaio 2018 alle 21:00 in America centrale e Caraibi Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I ministri delle finanze dell’Unione Europea hanno ridotto la lista nera dei paradisi fiscali, appena un mese dopo averla redatta. Sono andate a buon fine le mediazioni di sette paesi e cioè Panama, Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Tunisia, Mongolia, Macao, Grenada e Barbados, mentre rimangono nella lista Bahrein, Guam, Isole Marshall, Namibia, Palau, Saint Lucia, Samoa, Samoa Americane, Trinidad e Tobago.

Vladislav Goranov, ministro delle finanze della Bulgaria, che presiede l’Unione in questo semestre, ha sottolineato come i paesi siano stati tolti dalla lista nera “a seguito degli impegni assunti ad alto livello politico per porre rimedio alle preoccupazioni dell’UE”, a testimonianza che il sistema europeo della lista nera funzioni bene.

Grande soddisfazione è stata espressa dal governo panamense. La decisione dell’Ecofin si produce “in tempi record” sottolinea il ministero degli esteri del paese centroamericano, che nelle scorse settimane aveva inviato a Bruxelles una lettera d’intenti i cui contenuti non sono stati rivelati alla stampa.

“Panama sta portando a termine un percorso, approvata nel quadro della CANSIF, cui partecipa il settore privato, per garantire la competitività del paese e assicurare al contempo il rispetto dei più alti standard globali in materia fiscale e finanziaria” – ha commentato la diplomazia panamense sull’account ufficiale twitter del ministero degli esteri.

La CANSIF (Commissione di alto livello per i servizi internazionali e finanziari) è stata lanciata nel febbraio dello scorso anno dal presidente Juan Carlos Varela, e riunisce, tra gli altri, rappresentanti dei ministeri degli esteri, delle finanze, del commercio, enti di controllo delle banche e delle assicurazioni, delle camere di commercio e dell’associazione nazionale degli avvocati. La Commissione lavora per garantire al paese un sistema fiscale che garantisca la crescita e la competitività degli ultimi anni, continui ad attrarre investitori stranieri, senza incorrere in sanzioni o violazioni del sistema internazionale. Obiettivo è ripulire l’immagine finanziaria di Panama dopo lo scandalo dei Panama papers, ma senza inficiarne la crescita economica.

Soddisfazione per la decisione della UE è stata espressa anche dai governi di Barbados e Grenada.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione