Egitto: chi avrà il coraggio di candidarsi contro Al-Sisi?

Pubblicato il 25 gennaio 2018 alle 15:06 in Africa Egitto

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L’avvocato egiziano, Khaled Ali, ha annunciato ufficialmente che ritirerà la candidatura alle elezioni presidenziali, che si terranno nel Paese tra il 26 e il 28 marzo, lasciando il presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, a concorrere contro un unico oppositore.

Mercoledì 24 gennaio, in occasione di una conferenza stampa, Ali ha dichiarato: “Oggi annunciamo la decisione di ritirarci dalla competizione e di non presentare la candidatura”, sottolineando che, al momento, in Egitto non ci sono le condizioni per concorrere in maniera corretta alle elezioni. Ali ha comunicato il ritiro della candidatura lo stesso giorno in cui Al-Sisi ha annunciato ufficialmente che avrebbe concorso alle elezioni presidenziali di marzo, per la seconda volta da quando è al potere.

Al-Sisi è giunto al potere il 3 luglio 2013, dopo aver rovesciato, con un colpo di stato, il governo del predecessore, Mohammed Morsi. L’anno successivo, il presidente si era candidato alle elezioni presidenziali e, l’8 giugno 2014, le aveva vinte con il 97% dei voti a suo favore, dopo essersi confrontato con un solo avversario, Hamdeen Sabahi.

La decisione dell’avvocato è giunta il giorno successivo al ritiro del principale oppositore politico del presidente egiziano, l’ex capo di stato maggiore dell’esercito egiziano, il tenente generale Sami Anan, annunciato martedì 23 gennaio, dopo che l’uomo era stato arrestato in seguito alla presentazione della candidatura. Al momento, dunque, Al-Sisi rimarrebbe con un unico concorrente da affrontare, ovvero il parlamentare Mortada Mansour, il quale, all’interno della sua campagna elettorale, avrebbe promesso di vietare Facebook.

Secondo quanto riferito dal comitato elettorale, i candidati che vogliono concorrere alle elezioni di marzo dovranno registrarsi tra il 20 e il 29 gennaio, mentre la lista definitiva verrà annunciata il 20 febbraio.

La vicenda di Anan ha scatenato l’opposizione di numerosi gruppi che si occupano di diritti umani, i quali hanno parlato di un “attacco politico in corso contro la partecipazione politica e la libertà di espressione in Egitto”. In questo contesto, la direttrice delle campagne sul Nord Africa di Amnesty International, Naja Bounaim, ha dichiarato: “È chiaro che le autorità egiziane sono fermamente determinate ad arrestare e tormentare chiunque si candidi contro il presidente Al-Sisi” e ha aggiunto: “Ciò è coerente con gli sforzi che sta compiendo il governo egiziano per eliminare il dissenso e consolidare il potere, attaccando la società civili, gli attivisti e i difensori dei diritti umani nel Paese”.

Quello di Khaled Ali è l’ultimo caso di intimidazione da parte del governo egiziano nei confronti degli oppositori politici che si candidano contro Al-Sisi. Precedentemente, un ex primo ministro e comandante dell’Aeronautica militare, Ahmed Shafik, aveva ritirato la candidatura il 9 gennaio, affermando, tramite l’account Twitter: “Ho capito che non sarei la persona giusta per guidare lo Stato nel prossimo periodo. Per questo, ho deciso di non candidarmi alle prossime elezioni elettorali”. Shafik era considerato una delle persone che avrebbe potuto competere con Al-Sisi alle elezioni. In merito alla decisione di ritirarsi, un legale di Shafik, che ha preferito rimanere anonimo, aveva dichiarato che il governo egiziano avrebbe costretto l’ex primo ministro a ritirarsi, minacciandolo di condurre indagini in merito ad accuse di corruzione che erano stata formulate in precedenza contro di lui.

Qualche giorno più tardi, il 15 gennaio, anche Mohamed Anwar Al-Sadat, il nipote dell’ex presidente egiziano, Anwar Al-Sadat, aveva ritirato la propria candidatura, parlando di un ambiente di paura intorno al voto.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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