Siria: Consiglio di Sicurezza ONU nessun richiamo per la Turchia

Pubblicato il 23 gennaio 2018 alle 12:31 in Medio Oriente Siria

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Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU non ha ancora emesso alcuna nota per condannare la Turchia in riferimento all’operazione militare “Ramo d’Olivo” né per esortarla a porre fine agli scontri.

Lunedì 22 gennaio, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si è riunito a New York, su richiesta della Francia, per discutere la situazione della Siria, con particolare riferimento alla campagna militare turca contro il distretto di Afrin e al peggioramento della crisi umanitaria nei territori di Idlib e del Ghouta orientale.

Sabato 20 gennaio, Ankara aveva avviato l’operazione militare “Ramo d’Olivo” contro il distretto di Afrin, situato nel nord della Siria, al confine con la Turchia, con l’obiettivo di creare una zona sicura che si estenda per 30 km al confine tra i due Paesi. Parallelamente, le truppe del governo siriano del presidente Bashar Al-Assad sono impegnate in una campagna militare mirata a riprendere possesso dei territori che si trovano sotto il controllo dell’opposizione siriana, in particolare il governatorato di Idlib, situato a nord del Paese, e il Ghouta orientale, che si trova nella campagna ad est di Damasco. Il territorio del Ghouta, che costituisce una delle principali roccaforti dell’opposizione siriana, era stato posto sotto assedio dalle forze del regime nel dicembre 2012. Negli ultimi mesi le milizie fedeli a Bashar Al-Assad hanno stretto ancora di più l’assedio sul territorio, impedendo agli abitanti di ricevere cibo e medicine, causando una grave crisi umanitaria.

In seguito alla riunione del Consiglio di Sicurezza, che si è svolta a porte chiuse, l’ambasciatore francese, Francois Delattre, ha riferito che la questione di Afrin “è stata certamente un argomento di discussione” e ha aggiunto: “Credo che la richiesta di moderazione sia stata ampiamente condivisa durante la sessione”, sottolineando che la Francia era “attenta alla sicurezza della Turchia, dei suoi territori e dei suoi confini”.

In riferimento all’operazione militare della Turchia in Siria, i Paesi occidentali temono che la campagna contro le People’s Protection Units (YPG) possa spostare l’attenzione dall’eliminazione dello Stato Islamico. In questo contesto, Delattre ha dichiarato: “È fondamentale mantenere uniti gli alleati in quella che rimane la priorità, ovvero la lotta contro il terrorismo e, in particolare, lo Stato Islamico” e ha aggiunto: “Il principale responsabile della tragedia umanitaria in Siria è il regime siriano. Le peggiori tragedie che stanno accadendo di fronte ai nostri occhi sono quelle del Ghouta orientale e di Idlib”.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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