Stati Uniti: continua lo shutdown del governo

Pubblicato il 21 gennaio 2018 alle 17:40 in USA e Canada

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Il primo giorno di chiusura del governo statunitense è terminato con una situazione di stallo.

Nella notte tra venerdì 19 e sabato 20 gennaio, il governo statunitense si era ritrovato in una situazione di “shutdown”, poiché il Congresso non era riuscito a raggiungere un accordo sulla spesa del governo e sull’immigrazione. I repubblicani e Trump si erano rifiutati di estendere la protezione del programma Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA) su migliaia di giovani immigrati, come proposto dai democratici, che pertanto si erano opposti al passaggio della proposta di legge per finanziare il bilancio del governo fino al 16 febbraio.

A mezzanotte, orario di scadenza della possibilità di trattative, i senatori statunitensi avevano dovuto dichiarare lo shutdown e chiudere tutti gli uffici governativi. Fin quando non verrà raggiunto un accordo al Senato, il governo americano si trova tecnicamente senza denaro, pertanto migliaia di agenzia federali in tutto il Paese non sono operative. Il secondo anno di presidenza dell’amministrazione Trump, pertanto, è iniziato senza un governo pienamente funzionante. Lo shutdown avrà ripercussioni sui prezzi e su diversi settori quali il turismo. Ad esempio, già domenica 21 gennaio l’accesso alla Statua della Libertà è rimasto chiuso ai turisti.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e i legislatori dei due partiti statunitensi si sono riuniti, domenica 21 dicembre, per cercare di risolvere lo shutdown. Tuttavia, i repubblicani si sono rifiutati di aprire le trattative per discutere la questione dell’immigrazione fin quando i democratici non voteranno a favore della riapertura del governo. Per tutta risposta, i democratici si sono detti disposti al compromesso, accusando la loro controparte di essersi ritirata dai patti.

Il direttore degli Affari Legislativi della Casa Bianca, Marc Short, ha dichiarato che Trump si è messo in contatto solamente con i leader repubblicani al Congresso. Il leader dei democratici al Senato, Chuck Schumer, che aveva incontrato Trump nel pomeriggio del 19 gennaio nel tentativo di trovare una soluzione last minute all’imminente shutdown, ha dichiarato che Trump è un partner inaffidabile nelle trattive.

Domenica 21 gennaio, Trump ha altresì dichiarato che se lo stallo continuerà, i repubblicani dovranno trovare una soluzione al bilancio del governo cambiando le regole del Senato. Attualmente, i progetti di legge di stanziamento richiedono una “super maggioranza”, o maggioranza qualificata, per essere approvati, ossia 60 voti a favore su 100 votanti. Tuttavia, i repubblicani godono di una maggioranza risicata al Senato, pertanto Trump ha proposto di cambiare le regole dell’istituzione, così che la legge per il finanziamento del governo e la fine dello shutdown possa passare con una semplice maggioranza, ossia con 51 voti su 100 votanti. La proposta del presidente americano è stata immediatamente respinta dal leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, che ha dichiarato che l’istituzione voterà lunedì 22 gennaio una proposta di legge che, se approvata, permetterà al governo di ricevere fondi fino all’8 febbraio.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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