Stati Uniti: chiusi gli uffici governativi

Pubblicato il 20 gennaio 2018 alle 11:22 in USA e Canada

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Gli uffici del governo statunitense hanno chiuso, nella notte tra venerdì 19 e sabato 20 gennaio, dopo che il Congresso non ha raggiunto un accordo sulla spesa del governo e sull’immigrazione.

Durante una sessione notturna tenutasi venerdì 19 gennaio, i senatori statunitensi hanno bloccato una proposta di legge per finanziare il bilancio del governo fino al 16 febbraio. Questo documento era stato approvato giovedì 18 gennaio presso la Camera dei Rappresentanti ma, per essere ufficializzato, necessitava di 60 voti a favore al Senato. Tuttavia, la proposta di legge ne ha ottenuti solamente 50.

La maggior parte dei senatori democratici si è opposta perché i repubblicani e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avevano rifiutato di estendere la protezione del Paese su migliaia di giovani immigrati, noti come Dreamers. Il programma che li protegge, il Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA), era stato abrogato da Trump il 6 settembre 2017, ma il governo statunitense aveva deciso di ripristinarlo, sabato 13 gennaio. Tuttavia, Washington aveva deciso di concedere la possibilità di rinnovare la richiesta di protezione solamente a coloro che avevano già usufruito del piano.

Fin quando non verrà raggiunto un accordo in Senato, il governo statunitense è tecnicamente senza denaro. Pertanto, migliaia di agenzie federali in tutto il Paese non saranno in grado di essere operative, e centinaia di lavoratori federali “non essenziali” verranno congedati temporaneamente, senza ricevere alcuna retribuzione. Le conseguenze saranno critiche in diversi settori, tra i quali quello del turismo, e causeranno un aumento dei prezzi in tutto il Paese.

In seguito alla notizia dello “shutdown”, ossia della chiusura degli uffici governativi, Trump si è immediatamente scagliato contro i democratici. In una dichiarazione rilasciata dalla Casa Bianca, la controparte dei repubblicani è stata accusata di aver posto la politica al di sopra della sicurezza nazionale, delle famiglie, dell’esercito e dell’abilità del Paese di servire il popolo americano. “Non negozieremo lo status di immigrati illegali mentre i democratici tengono in ostaggio i nostri cittadini legali con le loro richieste insensate. Questo è l’atteggiamento di perdenti ostruzionisti, non di legislatori” ha dichiarato la Casa Bianca.

Nonostante la chiusura, democratici e repubblicani sono d’accordo per riaprire le trattative nel pomeriggio di sabato 20 gennaio, dichiarando di essere determinati a raggiungere un accordo rapidamente.

Trump aveva cercato di impedire la chiusura convocando, per un meeting last-minute, il leader della minoranza al Senato, il democratico Chuck Schumer. Venerdì 19 gennaio, le due autorità si erano riunite alla Casa Bianca, ma la riunione era terminata senza raggiungere alcun accordo. Schumer aveva dichiarato che lui e Trump erano riusciti a fare dei progressi, tuttavia esistevano ancora una serie di argomenti sui quali si trovavano in disaccordo, aggiungendo che le trattative sarebbero continuate. Su Twitter, Trump aveva definito l’incontro con Schumer “eccellente”. Il leader della minoranza aveva proposto di finanziare il progetto di Trump per la costruzione del muro al confine meridionale degli Stati Uniti, in cambio di un accordo per proteggere i giovani immigrati illegali del programma DACA.

La chiusura degli uffici del governo è avvenuta in concomitanza con il primo anniversario della presidenza di Donald Trump.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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