Libano: 12 rifugiati siriani morti congelati

Pubblicato il 20 gennaio 2018 alle 13:24 in Libano Siria

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Dodici rifugiati siriani, tra i quali 3 bambini, sono morti congelati al confine con il Libano.

L’esercito libanese ha dichiarato di aver rinvenuto i corpi nella zona di Masnaa, un’area di montagna al confine con la Siria, su una tratta nota per il traffico di esseri umani, nelle prime ore di venerdì 19 gennaio e sabato 20 gennaio. Altre 6 persone sono state tratte in salvo, una delle quali è morta in ospedale per assideramento. L’esercito sta continuando a cercare altri dispersi nella neve.

Secondo Al Jazeera in lingua inglese, stando ai dati del governo libanese, il Paese ospita quasi 1 milione e mezzo di rifugiati siriani, dei quali quelli registrati ufficialmente sono poco meno di 1 milione. L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ha dichiarato di non aver ricevuto abbastanza fondi per assistere tutti gli immigrati ad affrontare un altro inverno nel Paese. Nel 2017, l’autorità aveva richiesto 228 milioni di dollari per gestire gli aiuti, ma aveva ottenuto solamente il 60% della cifra.

Dallo scoppio della guerra civile in Siria, il 15 marzo 2011, oltre metà della popolazione siriana ha lasciato il Paese per rifugiarsi nelle nazioni circostanti, tra le quali il Libano. Tuttavia, le condizioni di queste persone sono di estrema povertà. L’afflusso di siriani ha messo in seria difficoltà il governo libanese, che ha avuto diversi problemi nel ripartire le poche risorse disponibili sul territorio. Quasi tutti i siriani in Libano dipendono dagli aiuti economici stanziati dalla comunità internazionale.

Oltre 340mila persone sono state uccise in Siria dall’inizio della guerra civile. Dopo sei incessanti anni di battaglie, ampie porzioni dello Stato sono ora sotto il controllo del governo, e negli ultimi mesi si è aperta la discussione inerente all’eventuale inizio del processo di rimpatrio dei rifugiati dal Libano alla Siria. Tuttavia, le organizzazioni e i gruppi umanitari hanno sostenuto che sia ancora troppo presto per dare il via all’operazione.

Il 29 e il 30 gennaio, nella città russa di Sochi, si terrà il Congresso per il Dialogo nazionale siriano, stabilito da Russia, Turchia e Iran. La decisione di organizzare questo incontro era stata presa durante l’ottavo round dei negoziati di Astana, tenutosi il 21 e il 22 dicembre 2017. I leader di Mosca, Teheran e Ankara hanno esortato i rappresentanti del governo siriano e dell’opposizione a partecipare alla sessione. Secondo il presidente russo, Vladimir Putin, l’obiettivo del Congresso sarà discutere la futura struttura della Siria, l’adozione di una nuova Costituzione e lo svolgimento di elezioni basate su regole stabilite in comune, sotto la supervisione delle Nazioni Unite. Il 19 e 20 gennaio, Iran, Russia e Turchia si sono riunite a Sochi, in una sessione speciale, in vista della conferenza di fine mese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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