Trump: la Russia sta aiutando la Corea del Nord

Pubblicato il 18 gennaio 2018 alle 12:11 in USA e Canada

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Il presidente Donald Trump ha accusato la Russia di aiutare la Corea del Nord ad aggirare le sanzioni internazionali che mirano a contrastare il programma missilistico e nucleare di Pyongyang. “Il Cremlino non ci sta aiutando con la Corea del Nord”, ha tuonato il leader della Casa Bianca nel corso di un’intervista rilasciata a Reuters.

La CNN riferisce che il raro criticismo di Trump verso la Russia è emerso in un momento in cui Washington si sta avvicinando alla Cina. Non a caso, la scorsa settimana, il presidente americano ha lodato Pechino, principale partner commerciale della Corea del Nord, per aver diminuito drasticamente le esportazioni di petrolio e carbone a Pyongyang, raggiungendo i valori più bassi dal 2014. Tuttavia, Trump ha affermato che la Cina potrebbe impegnarsi ulteriormente per aiutare gli USA a contenere il programma missilistico e nucleare del leader nordcoreano, Kim Jong-un.

Le accuse di Trump contro Mosca sembrano far riferimento ad una notizia circolata a dicembre, secondo cui alcune petroliere russe avrebbero fornito greggio alla Corea del Nord almeno in tre occasioni, violando le sanzioni dell’Onu. Il Cremlino, tuttavia, ha sempre smentito tali accuse e, al momento, non ha rilasciato alcun commento in merito alle parole di Trump. La Russia ha un interesse particolare nella Penisola Coreana. La Corea del Nord aveva contatti con l’ex Unione Sovietica e, fin da allora, gli scambi erano stati essenziali per Pyongyang, sia per motivazioni politiche, sia per il benessere del regime. Secondo il quotidiano americano The Washington Times, il Cremlino potrebbe usare questo legame storico per esercitare pressione sulla Corea del Nord, affinché limiti il proprio programma nucleare e si predisponga al dialogo con gli Stati Uniti. Il 26 dicembre 2017, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha riferito che Mosca è disposta mediale i colloqui tra Pyongyang e Washington, quando i rispettivi leader saranno pronti a sedersi al tavolo delle trattative.

Nei mesi estivi del 2017, la crisi con la Corea del Nord è gradualmente peggiorata per via della escalation di dimostrazioni di forza tra la Pyongyang da una parte, e Washington e Seoul dall’altra. Tra i momenti di tensione più grande si ricorda il 29 novembre 2017, quando la Corea del Nord ha annunciato di essere divenuta una potenza nucleare, grazie al test del missile Hwasong-15, in grado di raggiungere qualsiasi porzione di territorio degli Stati Uniti. Dall’altra parte, nel corso dei mesi, gli USA hanno continuato a compiere una serie di esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud, e talvolta il Giappone, che hanno fatto irritare il leader nord-coreano, Kim Jong-un, il quale si è sentito particolarmente minacciato. Questa situazione ha di fatto impedito il raggiungimento di accordi pacifici. Dopo mesi di tensioni, il 9 gennaio 2018, si è tenuta la prima riunione di alto livello fra la Corea del Sud e la Corea del Nord, dal dicembre 2015. Le delegazioni dei due Paesi si sono incontrare nel villaggio di Panmunjeom, lungo la linea demilitarizzata di confine tra le due Coree, prendendo una serie di importanti decisioni riguardo alle Olimpiadi Invernali e discutendo delle relazioni bilaterali. Trump ha dichiarato di apprezzare il dialogo in corso tra Pyongyang e Seoul, anche se pensa che colloqui diretti con gli USA non porterebbero alla risoluzione delle tensioni.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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