Regno Unito: la Brexit potrebbe essere in pericolo

Pubblicato il 14 gennaio 2018 alle 15:37 in Europa UK

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Nigel Farage, l’ex leader del Partito per l’Indipendenza del Regno Unito (UKIP), una delle fazioni euroscettiche del Paese, ha ammesso che la Brexit potrebbe essere in pericolo.

Sabato 13 gennaio, Farage ha dichiarato che coloro che vorrebbero che il Paese rimanga un membro dell’Unione Europea, i Remainers, hanno preso il controllo della discussione sulla relazione futura del Regno Unito con l’UE. I membri di questa fazione detengono altresì la maggioranza in Parlamento. Secondo l’ex leader, il fronte di coloro che vogliono lasciare il blocco europeo, i Leavers, ha smesso di lottare per difendere il loro punto di vista, lasciando la fazione opposta, ben organizzata e ricca di fondi, libera di influenzare il dibattito pubblico e politico in modo indisturbato.

Giovedì 11 gennaio, Farage aveva scatenato le ire di molti sostenitori della Brexit e di numerosi membri dell’UKIP affermando che il Paese potrebbe aver bisogno di un secondo referendum per stabilire con sicurezza la posizione del popolo. Secondo l’ex leader, un secondo referendum avrebbe visto una vittoria ancora più schiacciante per la Brexit, con la percentuale di voti a favore maggiore rispetto a quella del referendum del 23 giugno 2016, quando il “Sì” aveva vinto con il 52%, contro il 48% del “No”. Numerosi sostenitori dei Remainers hanno dichiarato che la necessità di un secondo referendum sta diventando sempre più pressante, poiché l’opinione pubblica sta assumendo alcuni atteggiamenti contro la Brexit, in seguito alle sempre più evidenti difficoltà nelle trattative per lasciare il blocco. Tuttavia, il primo ministro del Regno Unito, Theresa May, ha escluso la possibilità di un secondo referendum, affermando che il suo governo sta cercando un “divorzio amichevole” con l’UE, in modo da salvaguardare l’economia e permettere al Paese di assicurarsi accordi commerciali con altri Stati. 

Il giorno seguente, venerdì 12 gennaio, Farage ha cambiato opinione e si è detto seriamente preoccupato che la Brexit possa essere annullata perché, secondo lui, i membri del Parlamento non stanno più parlando della possibilità di una rottura completa con l’Unione Europea. Secondo i Leavers, inoltre, sono già state fatte troppe concessioni ai Remainers da parte del governo della premier britannica.

La fazione contro la Brexit sta portando avanti la sua campagna affermando che l’economia britannica verrebbe gravemente rovinata in caso di abbandono totale da parte del Regno Unito delle file europee. La settimana prossima, alla Camera dei Comuni verrà discussa la possibilità di lasciare l’Unione Europea mantenendone i legami nel modo più stretto possibile.

Lunedì 8 gennaio, dopo un incontro a Bruxelles con il capo per i negoziati della Brexit, Michel Barnier, Farage ha dichiarato di essere convinto che l’UE non offrirà al Regno Unito un patto che potrà essere di effettivo beneficio all’economia del Paese, a meno che la fazione pro-Brexit non rilanci durante le trattative. Il governo ha già accettato un periodo di transizione di due anni per il Paese, durante il quale il Regno Unito rimarrà nel mercato unico e nell’unione doganale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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